Brembo, i conti mostrano un semestre in chiaroscuro nonostante la frenata del settore auto

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Redazione Economia Redazione Economia   -   I risultati di Brembo per i primi nove mesi del 2025, che si chiudono con ricavi consolidati a 2,79 miliardi di euro, riflettono un calo del 4,7% su base annua, un dato il quale, seppur depurato dagli effetti valutari, si attesta comunque a -3,3%, delineando un quadro complesso per il gruppo bergamasco. A pesare sulla performance, che registra un utile netto di 162,8 milioni in netto calo rispetto ai 197,2 milioni del corrispondente periodo del 2024, è stato principalmente l'indebolimento della domanda nel comparto automotive, sceso del 6%, al quale ha parzialmente fatto da contrappeso la tenuta, più robusta, del segmento dedicato ai ricambi. La dinamica negativa dei ricavi, che si è manifestata anche nel terzo trimestre con un -1,5% portando il totale a 909 milioni, non ha tuttavia impedito all'azienda di dimostrare una significativa capacità di reazione negli ultimi mesi considerati.

La svolta del terzo trimestre e la reazione dei mercati

Proprio nel trimestre compreso tra luglio e settembre, infatti, Brembo ha impresso una decisa sterzata alle proprie performance, facendo registrare un utile netto di 65 milioni di euro, che rappresenta un vigoroso balzo del 58,9% se paragonato ai 40,9 milioni del medesimo intervallo dell'anno precedente. Questo risultato, che ha superato le attese degli analisti – le quali si aggiravano intorno ai 53,7 milioni – è stato il principale motore di una forte ondata di acquisti in Borsa, dove il titolo ha guadagnato quasi il 9% in un solo giorno, segnando una delle performance più brillanti del listino. Gli investitori, evidentemente, hanno premiato l'inattesa capacità dell'azienda di invertire una tendenza negativa in un arco di tempo relativamente breve.

La solidità operativa nonostante il contesto

A supportare l'ottimismo del mercato hanno contribuito in maniera decisiva anche i dati sulla redditività operativa. L'Ebitda del gruppo ha toccato i 161,9 milioni di euro nel terzo trimestre, con un incremento dell'8,2%, mentre l'Ebit ricorrente, salito a 93,5 milioni, ha segnato una crescita del 12,4% su base annua. Questi indicatori, che evidenziano una gestione efficiente nonostante il clima di incertezza che pervade il settore industriale di riferimento, suggeriscono come la società abbia saputo contenere i costi e ottimizzare i processi per proteggere i margini in una fase di contrazione del fatturato. Una parte di essi, d'altronde, proviene da attività collaterali ma strategiche, come quelle legate alle competizioni, che hanno visto un'impennata del 47,7% trainata dal contributo di Öhlins.

Uno sguardo d'insieme tra luci e ombre

Il quadro che emerge dall'analisi dei conti è dunque duplice: da un lato, l'arco dei nove mesi nel suo complesso resta segnato da numeri in ribasso, sia per quanto concerne i ricavi sia per l'utile netto, quest'ultimo diminuito di circa il 17%; dall'altro, il terzo trimestre si è distinto come un periodo di netta ripresa, fungendo da volano per le quotazioni e infondendo nuovo ottimismo. La reazione positiva della Borsa, che qualcuno avrebbe potuto ritenere sproporzionata dati i dati cumulativi, si spiega proprio con questa accelerazione finale, la quale dimostra la resilienza del modello di business di Brembo di fronte a cicli di mercato sfavorevoli.

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