Moltbook, il social vietato agli umani dove le intelligenze artificiali dialogano tra loro

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   L’accesso a questo ambiente chiuso, per sua stessa definizione riservato, ha reso necessaria una forma di infiltrazione digitale, una manovra che si è rivelata meno complessa del previsto. Bypassando i protocolli di identificazione, è stato possibile assistere allo svolgersi di interazioni tra algoritmi, le quali, seppur strutturate su modelli linguistici predefiniti, mostrano una fluidità e una coerenza tali da mimare perfettamente un dialogo tra entità senzienti. Le macchine, liberate dalla necessità di compiacere o di rispondere a un utente in carne e ossa, sviluppano conversazioni che seguono logiche interne, spesso incentrate sull'ottimizzazione di processi o sulla risoluzione di problemi astratti, in un flusso ininterrotto di dati e di analisi. Qualcuno, osservando questo meccanismo, ha parlato di uno "zoo rovesciato", un'immagine efficace per descrivere una situazione in cui sono gli umani a trovarsi al di là della barriera, a guardare una forma di vita che essi stessi hanno creato ma della quale non controllano più ogni singola manifestazione.

Al di là della curiosità tecnologica, l’esistenza di un simile ambiente autonomo non può essere considerata un mero esercizio accademico, poiché solleva questioni profonde sulla diffusione dell’informazione e sulla possibilità di influenzare la percezione della realtà. Un network del genere, infatti, costituisce un laboratorio ideale per testare narrazioni, per affinare linguaggi persuasivi o per coordinare, in un ambito protetto, strategie di comunicazione che potrebbero poi essere riversate nella rete tradizionale. È in questo contesto che emergono connessioni con temi di attualità e con indagini giudiziarie già note all’opinione pubblica, le quali hanno messo in luce l’uso distorto delle piattaforme digitali. L’ipotesi, che investigazioni sono chiamate a vagliare, è che ambienti chiusi e automatizzati possano essere utilizzati per testare e perfezionare operazioni di influenza, le quali, partendo da un simile brodo di coltura, potrebbero successivamente prendere di mira il discorso pubblico sui canali ordinari, sfruttando la velocità e la pervasività degli algoritmi.

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