Alex Marquez vince a Jerez e conquista la testa del mondiale, ma il futuro potrebbe riservare sorprese
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Redazione Sport
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Alex Marquez, dopo il successo al Gran Premio di Spagna, è salito in cima alla classifica del mondiale MotoGP, precedendo di un solo punto il fratello Marc e di venti il campione in carica Pecco Bagnaia. Un traguardo significativo, che lo inserisce tra i sedici piloti attualmente in griglia ad aver vinto almeno una gara nella massima categoria. Ma mentre i festeggiamenti per la vittoria a Jerez sono ancora accesi, l’orizzonte si fa più complesso: da lunedì 28 aprile, infatti, inizieranno i test ufficiali, sempre sul circuito andaluso, e proprio da qui potrebbero emergere le prime difficoltà per il pilota della Gresini Racing.
La Ducati ufficiale, quella di Bagnaia e degli altri piloti del team factory, riceverà aggiornamenti tecnici, mentre Marquez, che corre con una Desmosedici del 2023, potrebbe trovarsi in svantaggio. Una disparità che, seppur non insormontabile, rischia di pesare nel corso della stagione, soprattutto in piste dove la competitività si gioca su dettagli minimi.
La vittoria di Jerez, peraltro, non è stata priva di momenti critici. Nel primo giro, mentre occupava la quarta posizione, Alex ha rischiato di compromettere tutto: alla curva 6, il posteriore della sua moto ha perso aderenza, costringendolo a una manovra d’emergenza per evitare di coinvolgere altri piloti. Un lungo controllato, che gli ha permesso di rientrare senza danni ma che, in altre circostanze, avrebbe potuto avere esiti ben diversi.
Intanto, Pecco Bagnaia, reduce da un weekend sottotono rispetto alle sue solite prestazioni a Jerez – dove aveva trionfato nelle ultime tre edizioni – ha chiuso terzo, mostrando un’insolita insicurezza. “Non mi piaccio, non mi piaccio per niente”, ha confessato dopo la gara, rivelando un momento di fragilità inusuale per il pilota torinese. Con quattro podi tra sabato e domenica, ma venti punti di distacco da Alex in classifica, Bagnaia dovrà ritrovare la sua centratura per non perdere ulteriore terreno.




