Fontecchio dice no all'azzurro a luglio, e Milano intanto sogna il grande ritorno
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Redazione Sport
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Simone Fontecchio, l’ala pescarese unica bandiera italiana attualmente in NBA, ha chiuso la sua quarta stagione oltreoceano con l’eliminazione dei Miami Heat al primo turno del play-in per mano degli Charlotte Hornets. Una volta spenta la sirena che sanciva la fine di un'annata vissuta tra minutaggio altalenante e un ruolo comunque consolidato (con una media di 8.5 punti in poco meno di 17 minuti a partita), per il trentenne si è aperto ufficialmente il capitolo più delicato della sua carriera: la free agency senza restrizioni. Ed è proprio questo status, come lui stesso ha voluto chiarire ai microfoni al termine dell’ultima gara, a imporre un cambio di programma rispetto agli impegni estivi con la maglia dell’Italbasket.
La finestra FIBA di luglio, che vedrà gli azzurri di coach Banchi impegnati nelle qualificazioni ai Mondiali del 2027 prima in trasferta contro l’Islanda e poi tra le mura amiche contro la Lituania, dovrà quindi fare a meno del suo miglior realizzatore. “Essere free agent quest’estate non aiuta con le tempistiche e tutto il resto, quindi probabilmente non ci sarò per quelle due partite”, ha dichiarato Fontecchio, spiegando come la priorità sia ora quella di trovare un accordo per il futuro, che si tratti di una permanenza a Miami (soluzione che lui stesso definisce “desiderata” per motivi familiari e professionali) o di un trasferimento verso un’altra franchigia. Il giocatore ha però tenuto a precisare che si tratta di un forfait momentaneo, legato esclusivamente alla necessità di gestire i tempi del mercato e preservare la condizione fisica, ribadendo la propria disponibilità per la successiva finestra di fine agosto.
Milano ci prova: un’operazione possibile solo a determinate condizioni
Mentre Fontecchio si concentra sulla ricerca di un nuovo contratto (con un ingaggio di riferimento che si aggira attorno agli 8 milioni di dollari lordi a stagione), in Italia il sogno di rivederlo in maglia biancorossa torna a infiammare la dirigenza dell’Olimpia Milano. Reduce da un’altra stagione europea conclusasi anzitempo fuori dai playoff, il club di Ettore Messina sta pianificando una rivoluzione del roster per recuperare competitività in Eurolega, e il nome del numero uno del basket italiano rappresenta l’idea più ambiziosa in cantiere.
Tuttavia, come riportato dalla stampa specializzata, la pista che porta a Fontecchio è al momento più un’illusione che una trattativa concreta. L’affare può prendere solo in uno scenario molto specifico: che dal mercato NBA non arrivi alcuna offerta ritenuta economicamente adeguata dal giocatore. In parole povere, se le proposte economiche provenienti dagli Stati Uniti dovessero rivelarsi troppo basse o poco convincenti rispetto alle aspettative, a quel punto il rientro in Europa (e Milano sarebbe la candidata naturale grazie anche ai legami dello stesso Fontecchio con l’ambiente, in particolare con il gm Peppe Poeta) potrebbe diventare un’opzione più concreta.
I conti e il mercato: il budget non cresce, ma il gradimento sì
Un ostacolo non da poco, a rendere l’operazione complicata, è rappresentato dai rigidi paletti finanziari imposti dal Gruppo Armani. Sebbene l’Olimpia possa vantare il budget più alto d’Italia e una posizione di metà classifica per spesa in Eurolega, la proprietà non ha intenzione di innalzare ulteriormente il monte ingaggi per inseguire il sogno Fontecchio. L’eventuale arrivo dell’azzurro, insomma, non passerebbe attraverso un incremento del tetto di spesa, ma attraverso una ridefinizione delle risorse esistenti o, appunto, un abbassamento delle pretese economiche del giocatore.
Intanto, la macchina del mercato milanese continua a girare su altri binari, con la consapevolezza che i tempi di una free agent NBA (le firme possono arrivare dal primo luglio in poi) non sono compatibili con l’urgenza di costruire una squadra competitiva per la prossima stagione. Milano si farà trovare pronta, come riporta la Gazzetta dello Sport, ma nel frattempo monitora altre situazioni per la regia e per i ruoli lunghi. Fontecchio resta il sogno proibito di un’estate che, per lui, sarà probabilmente l’ultima vera occasione per firmare un contratto importante negli Stati Uniti.




