Pozzolo condannato a un anno e tre mesi per lo sparo di Capodanno a Rosazza
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Redazione Interno
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Il tribunale di Biella ha condannato a un anno e tre mesi, con la sospensione della pena, il deputato Emanuele Pozzolo per il reato di porto illegale di un'arma da fuoco, la stessa che, durante i festeggiamenti per il Capodanno 2024 presso la Pro Loco di Rosazza, esplose un colpo ferendo una persona. I giudici, la cui decisione è giunta nella serata di venerdì 31 ottobre, hanno invece assolto l'esponente politico, con la formula piena "perché il fatto non sussiste", dall'accusa di detenzione di munizionamento da guerra, chiudendo così un primo capitolo giudiziario che aveva suscitato notevole clamore. La difesa dell'interessato, come prevedibile, ha già fatto sapere di voler presentare un ricorso in Appello, puntando a ribaltare la sentenza di primo grado.
La dinamica della serata
La ricostruzione dei fatti, che il collegio giudicante ha dovuto valutare, colloca l'episodio nella notte di San Silvestro dello scorso anno, all'interno di una festa privata organizzata nei locali della Pro Loco del piccolo comune biellese. È in quel contesto, stando a quanto emerso, che dalla pistola, un'arma da collezione che Pozzolo aveva con sé, partì accidentalmente un colpo. Il proiettile, la cui traiettoria è stata oggetto di perizia, raggiunse alla gamba il genero del caposcorta di Andrea Delmastro, presente alla festa in qualità di sottosegretario alla Giustizia, causandogli una ferita. La natura dell'evento, sebbene non abbia avuto conseguenze letali, ha immediatamente attirato l'attenzione delle forze dell'ordine e della magistratura, portando all'apertura di un'inchiesta che si è concentrata sulla legittimità del detenere quell'arma in quel luogo e in quelle circostanze.
Le conseguenze politiche immediate
L'onda d'urto dell'accaduto si è propagata ben oltre l'aula di un tribunale, investendo da vicino la sfera politica del parlamentare. Pozzolo, che all'epoca dei fatti era eletto nelle file di Fratelli d'Italia, ha infatti incassato, pochi giorni dopo la diffusione della notizia dello sparo, l'espulsione dal partito. Una mossa, quella del movimento politico, che ha di fatto isolato il deputato, il quale si è trovato a dover affrontare parallelamente sia un procedimento penale sia la fine della sua appartenenza al gruppo parlamentare, un doppio fronte che ne ha segnato l'attività pubblica negli ultimi mesi.
Il doppio binario giudiziario
La sentenza emessa dal tribunale biellese delinea un verdetto di condanna per il porto abusivo dell'arma, considerata da collezione ma della quale non sarebbe stata dimostrata la regolare detenzione per quell'occasione, mentre assolve completamente l'imputato per il capo d'imputazione relativo alle munizioni, che erano state inizialmente qualificate come "da guerra". È proprio su questo secondo punto, quello delle munizioni, che la corte ha stabilito l'insussistenza del fatto, assolvendo Pozzolo da quell'addebito specifico. La pena, sebbene sia stata irrogata, non comporterà l'immediata custodia cautelare in quanto è stata sospesa, una circostanza che permette al condannato di non scontare la reclusione nel rispetto delle condizioni previste dalla legge.




