Unicredit, la sfida a Berlino e il rating di Barclays: Orcel alza il tiro su Commerzbank
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Redazione Economia
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Il fronte della scalata tedesca si arricchisce di un nuovo, decisivo capitolo, segnato da un inasprimento del confronto verbale tra i vertici di UniCredit e il governo di Berlino. A fare da sfondo, il verdetto degli analisti che, pur riconoscendo il potenziale dell’operazione, non nascondono le crepe di un percorso ancora irto di ostacoli. La banca guidata da Andrea Orcel, reduce dalla pubblicazione del piano “Commerzbank Unlocked”, ha infatti ricevuto il plauso condizionato di Barclays: la conferma del rating Overweight e del target price a 88,90 euro (che lascia intravedere un upside del 24% rispetto agli attuali 71,81 euro) arriva accompagnata da una raccomandazione alla cautela. Il report della banca d’affari, diffuso dopo la conference call in cui l’ad ha dettagliato le intenzioni su Commerzbank, ha giudicato positivamente i numeri, ma ha messo in guardia gli investitori sulla “complessità della equity story”, riferendosi alla nebulosa che avvolge le prossime mosse.
“Inaccettabile”, il muro di Berlino e la svolta di Orcel
Se il consenso del mercato è condizionato, quello politico appare invece del tutto assente. La posizione del ministero delle finanze tedesco, ribadita con fermezza all’ANSA, non lascia spazio a interpretazioni: “Un’acquisizione ostile – soprattutto per una banca sistemicamente rilevante come Commerzbank – sarebbe inaccettabile”. Il portavoce del governo, pur confermando il sostegno alla strategia di indipendenza dell’istituto tedesco, ha risposto così alle recenti esternazioni di UniCredit, che aveva dipinto la banca teutonica come impreparata ad affrontare le sfide future e troppo miope sugli obiettivi di breve termine. Questa intransigenza, secondo l’analista Carlo Maria Pinardi di Analysis, ha però prodotto l’effetto opposto a quello sperato. Intervenuto su Class Cnbc, Pinardi ha osservato che “l’era conciliante tra Unicredit e Commerzbank è ormai alle spalle”, rilevando come Orcel abbia abbandonato ogni tentativo di mediazione per rivolgersi direttamente agli azionisti, denunciando l’inadeguatezza del management tedesco. Un attacco frontale, quello del banchiere italiano, che arriva a ridosso dell’avvio dell’ops che potrebbe portare UniCredit oltre la soglia critica del 30% nella banca di Francoforte.
“Commerzbank Unlocked”, i numeri del piano e la controffensiva
Il documento presentato lunedì 20, denominato appunto “Commerzbank Unlocked”, costituisce l’arsenale teorico con cui Orcel intende convincere il mercato della bontà dell’affare. Nella sua analisi, l’ad ha delineato una serie di cambiamenti radicali per rendere più redditizia la banca tedesca, partendo dal presupposto che l’attuale rotta non sia più sufficiente in un settore bancario in rapida evoluzione. L’operazione, che mira a sbloccare un valore aggiuntivo di circa 2 miliardi, si fonda su sinergie che Barclays ha definito “solide” in caso di fusione, sebbene il percorso si prospetti più lungo e costoso. Tuttavia, proprio in questi dettagli tecnici si annida la ragione del recente scetticismo del titolo a Piazza Affari. Come evidenziato da alcuni analisti, il ritorno per gli azionisti risente negativamente dell’investimento necessario per allineare Commerzbank agli standard operativi, un onere che limita il premio pagabile agli azionisti della controparte. La stessa Commerzbank, dal canto suo, respinge al mittente le accuse, sostenendo che l’offerta non riflette il valore reale del gruppo e ribadendo la propria strategia di indipendenza.




