Konami ammette le difficoltà tecniche di Metal Gear Solid Delta
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Redazione Scienza e Tecnologia
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Nonostante il debutto internazionale di Metal Gear Solid Delta: Snake Eater sia stato accompagnato da un coro di elogi rivolti alla sua innegabile qualità artistica e alla fedeltà narrativa, Konami si è trovata nella posizione di dover riconoscere, con tempismo insolito, una serie di problematiche tecniche che affliggono il titolo. Il remake, atteso da una frangia di appassionati che da anni sognava di rivivere le gesta di Naked Snake in Unreal Engine 5, deve infatti fare i conti con bug e crash improvvisi, i quali sollevano interrogativi non marginali sui processi di quality assurance adottati dalla software house nipponica prima della pubblicazione.
La circostanza, che rischia di offuscare il merito indubbio di un'operazione di restauro visivo meticolosa, riaccende il dibattito sulla reale necessità di un ritorno alle origini, un sentimento non troppo dissimile da quello che ha accompagnato il lancio di Assassin's Creed Mirage. Se da un lato, infatti, la domanda di un prodotto più tradizionale era palpabile, dall’altro la sua materializzazione concreta lascia perplessi alcuni osservatori, i quali si chiedono se la strada intrapresa sia davvero quella giusta o semplicemente la più sicura dal punto di vista commerciale.
In un’intervista rilasciata a Inverse, il producer Noriaki Okamura ha voluto sottolineare lo spirito con cui il team si è approcciato al progetto, dichiarando: "Non siamo sicuri di cosa Kojima voglia fare, ma vogliamo realizzare questo gioco con grande rispetto per tutte le persone con cui abbiamo lavorato in passato". Una dichiarazione che va oltre la mera cortesia professionale, configurandosi come un auspicio affinché Hideo Kojima, creatore della serie, possa un giorno riconoscere la devozione impiegata nel rifacimento, a prescindere dalla sua volontà di giocarlo o meno.




