Inghilterra e Spagna, la finale di Euro 2024 si avvicina
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Redazione Sport
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La vigilia della finale di Euro 2024 vede protagonisti Inghilterra e Spagna, pronte a sfidarsi domani all'Olympiastadion di Berlino. Gareth Southgate, allenatore dell'Inghilterra, ha parlato in conferenza stampa della partita e del percorso che ha portato la sua squadra fino a questo punto.
Il percorso dell'Inghilterra
Southgate ha ricordato la sconfitta in finale a Wembley contro l'Italia di tre anni fa, un evento che ha segnato profondamente lui e tutta la squadra. Da allora, ha rivelato, non ha fatto altro che pensare a come alzare la Coppa Henri Delaunay. "Non credo nelle favole ma credo nei sogni e i nostri erano grandi, ma sta a noi far sì che si avverino", ha affermato Southgate, sottolineando l'importanza di questa partita per la percezione del calcio inglese.
Il confronto con la Spagna
Per riuscire a vincere il trofeo continentale, ancora assente nella bacheca dei Tre Leoni, l'Inghilterra dovrà alzare il livello delle sue prestazioni contro una Spagna che fin qui non ha sbagliato un colpo, giocando un ottimo calcio. Southgate ha parlato di un "feeling diverso" rispetto all'ultima finale europea e ha sottolineato la necessità di "curare i minimi dettagli".
Le parole di Southgate
Southgate ha espresso il desiderio che i suoi calciatori siano capaci di essere la migliore versione di se stessi. "Le notti complicate mi hanno insegnato che nel calcio tutto può cambiare in un attimo, che la linea tra vittoria e sconfitta è sottilissima", ha detto. Ha poi aggiunto: "Ci sono cose più importanti, però il calcio mi ha dato tanto e adesso sono a un passo da un momento importantissimo”.
Verso la finale
L'Inghilterra si avvicina alla finale con la consapevolezza di avere un'occasione fantastica. Dopo la sconfitta con l'Italia, la squadra si sente pronta anche per i rigori, come ha rivelato il capitano Harry Kane. Il calcio offre una seconda possibilità e l'Inghilterra vuole coglierla, per riportare il calcio a casa, come piace ripetere alla gente d'Oltremanica, dopo il Mondiale vinto nel 1966.




