La furia di un uomo a Kiev: spari sulla folla, poi il barricamento nel supermercato. Neutralizzato l’aggressore

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   La tranquillità apparente del quartiere Holosiivskyi è stata infranta, nel pomeriggio di ieri, da una sequenza di colpi d’arma da fuoco che hanno scatenato il panico tra i passanti. Un uomo, armato di mitragliatrice, ha aperto il fuoco in modo indiscriminato sulla via, prima di trovare rifugio all’interno di un supermercato della catena Velmart (sebbene le prime comunicazioni ufficiali avessero erroneamente indicato il nome "Walmart"). Quello che era iniziato come un attacco a cielo aperto si è rapidamente trasformato in una presa di ostaggi, costringendo le forze dell’ordine a un'operazione complessa in piena area urbana. L’assalitore, la cui identità è stata successivamente confermata come Dmytro Vasyliovych Vasylchenkov, nato a Mosca ma cittadino ucraino, ha trasformato il punto vendita in una fortezza improvvisata, seminando morte e terrore.

Il bilancio provvisorio e la dinamica degli eventi secondo le autorità

Mentre i soccorritori si affannavano tra la via e l’interno del supermercato, il quadro delle vittime si è rivelato drammaticamente in evoluzione. Il sindaco Vitaliy Klitschko, attraverso il suo canale Telegram, ha inizialmente parlato di almeno due morti e cinque feriti, tra cui un bambino. Tuttavia, con il passare delle ore e il concretizzarsi delle operazioni di soccorso, il numero è purtroppo salito. Il presidente Volodymyr Zelensky, in un intervento successivo, ha confermato l’uccisione dell’aggressore da parte delle forze speciali, aggiungendo un dettaglio agghiacciante: l’uomo ha continuato a fare fuoco anche all’interno del supermercato, dove deteneva un gruppo di ostaggi. Gli agenti della Polizia Nazionale e i reparti speciali hanno circondato l’area in un dispositivo di sicurezza massiccio; dopo circa quaranta minuti di trattative fallite – durante le quali, come riferito dal ministro dell’Interno Ihor Klymenko, l’uomo si rifiutava persino di far soccorrere un ferito – è scattato l’ordine di fare irruzione.

L’intervento delle forze speciali e la liberazione degli ostaggi

L’irruzione nel supermercato, avvenuta in tarda serata, è stata la conclusione inevitabile di una situazione degenerata. I negoziatori avevano tentato un approccio psicologico, offrendo persino l’invio di lacci emostatici per fermare le emorragie di una vittima, ma l’aggressore, descritto dagli inquirenti come "caotico" e irremovibile, ha risposto a fuoco contro gli agenti. A quel punto, la priorità è diventata la salvaguardia dei civili ancora intrappolati. Gli agenti delle forze speciali hanno fatto irruzione nella struttura, neutralizzando l’uomo durante lo scontro a fuoco. Questa operazione lampo ha permesso di mettere in salvo quattro ostaggi, che erano rimasti rinchiusi tra gli scaffali del negozio. Nonostante la rapidità dell’intervento, però, l’uomo era già riuscito a uccidere una delle persone trattenute all’interno, portando il numero totale delle vittime accertate a cinque, come confermato da Zelensky.

Il profilo dell’aggressore e le indagini in corso

Mentre la capitale ucraina si interroga sulle motivazioni di tanta violenza, gli inquirenti hanno cominciato a scandagliare il passato di Dmytro Vasyliovych Vasylchenkov. Nato a Mosca, risultava avere la cittadinanza ucraina e viveva a Kiev. Un aspetto che ha subito attirato l’attenzione delle autorità, in un contesto come quello ucraino segnato dalla guerra, è la sua provenienza originaria. Tuttavia, le prime verifiche non hanno immediatamente ricondotto l’atto a moventi legati al conflitto in corso, lasciando spazio all’ipotesi di un gesto individuale o di una spirale di follia omicida. Le indagini sono attualmente coordinate dal Servizio di Sicurezza dell'Ucraina (SBU) e dalla Polizia Nazionale, con il compito di ricostruire gli ultimi giorni di vita dell’uomo, la sua cerchia di contatti e l’effettiva matrice dell’arma utilizzata, che secondo il ministro Klymenko sarebbe stata detenuta legalmente. La salma dell’aggressore è a disposizione dell’autorità giudiziaria per gli accertamenti del caso.

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