Como-Inter, Sabatini striglia Fabregas e Chivu: «Se erano Conte e Allegri scattava un processo»

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il verdetto del Sinigaglia, uno zero a zero che più che una sentenza rappresenta un rinvio, ha scatenato reazioni contrastanti, ma tra tutte spicca per toni e contenuti l'analisi di Sandro Sabatini. Intervenuto a Tutti Convocati su Radio24, il giornalista non ha usato mezzi termini per bollare la semifinale d'andata di Coppa Italia tra Como e Inter, definendola senza appello come «forse la partita più brutta dell'anno». Un giudizio tranchant che colpisce al cuore lo spettacolo offerto dalle due squadre, colpevoli secondo Sabatini di aver annullato qualsiasi guizzo tecnico in nome di un tatticismo esasperato, lontano anni luce dalle premesse e dal potenziale offensivo pur presente in entrambe le rose.

La critica, però, si è fatta più sottile e pungente nel momento in cui il giornalista ha paragonato la gestione comunicativa del match a quella che si sarebbe scatenata con altri protagonisti in panchina. «Se gli allenatori di ieri fossero stati Conte e Allegri si apriva un processo, siccome c'erano Fabregas e Chivu hanno fatto bene», ha sbottato Sabatini. Un'uscita che solleva il velo su quella che, a suo avviso, è una disparità di trattamento giudiziario: la medesima prudenza, la stessa rinuncia all'iniziativa, vengono interpretate come scelte legittime e quasi lodevoli se a operarle sono due tecnici giovani e emergenti come lo spagnolo e il rumeno, mentre diventerebbero colpevoli eresie se a concepirle fossero due “sorpassati” o, peggio, due alfieri del cosiddetto “catenaccio” moderno come l'attuale guida del Napoli e quello della Juventus.

Sabatini, che pure ha speso parole di stima per Fabregas, non si è limitato a una sterile bocciatura del risultato, ma è entrato nel merito delle scelte tecniche, in particolare di quelle del mister di casa. L'oggetto del contendere è l'utilizzo di Nico Paz, il giovane talento argentino che i tifosi del Como hanno imparato ad amare per la sua imprevedibilità. «Non capisco due cose: Nico Paz non è centravanti e viene usato al 50% delle sue potenzialità», ha tuonato Sabatini, sottolineando come l'ibrido ruolo di falso nueve finisca per imbrigliare le sue caratteristiche migliori, quelle di uomo-assist e di rifinitore, anziché esaltarle. Una critica che fotografa un palese cortocircuito tattico: costringere un giocatore dalle spiccate doti di inserimento e visione periferica a fare la prima punta significa privarlo del suo habitat naturale, sminuendone di fatto il valore e l'impatto sulla gara, come del resto emerso anche dalle pagelle che gli attribuiscono un anonimo 5,5 per i pochi spunti offerti.

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