Pakhshan Azizi condannata a morte in Iran
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Redazione Esteri
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Nel carcere di Evin a Teheran, simbolo del regime iraniano, dove sono incarcerati migliaia di oppositori politici, si trova anche Pakhshan Azizi, un'attivista curda iraniana la cui condanna a morte è stata recentemente confermata dalla Corte Suprema. La donna, quarant'anni, è stata arrestata per il suo impegno a favore delle donne e dei bambini, attività che le è costata la libertà e, ora, la vita.
Azizi, prigioniera politica, è stata condannata a morte per impiccagione. La sua storia è emersa grazie a Vida, una giornalista detenuta nello stesso carcere, che ha raccontato le condizioni disumane in cui vivono i prigionieri. Vida, che ama dipingere, utilizza le lenzuola come tele per ritrarre le sue compagne di prigionia. Uno dei suoi dipinti, riuscito a uscire di nascosto da Evin, ritrae proprio Azizi, simbolo della resistenza contro un regime oppressivo.
La vicenda di Azizi ha attirato l'attenzione internazionale, soprattutto dopo il caso di Cecilia Sala, giornalista italiana arrestata in Iran e successivamente rilasciata grazie alla mediazione del governo italiano. Sala ha raccontato gli orrori quotidiani del carcere di Evin, dove i detenuti vivono in isolamento, senza materassi né cuscini, in celle prive di luce. Le condizioni disumane e la mancanza di diritti fondamentali sono all'ordine del giorno.
Azizi, che ha dedicato la sua vita alla difesa dei diritti umani, è ora in attesa dell'esecuzione. La sua condanna ha suscitato indignazione e proteste in tutto il mondo, ma il regime iraniano sembra determinato a portare avanti la sentenza.




