Pensioni 2025: tra aumenti e riduzioni
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Redazione Economia
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Dal 1° gennaio 2025, le pensioni erogate dall'INPS subiranno un aumento dello 0,8%, come stabilito dal decreto ministeriale pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 27 novembre 2024. Questo incremento, frutto della consueta operazione di rivalutazione, tiene conto della variazione dei prezzi al consumo e dell'andamento dell'inflazione. Tuttavia, non ci sarà alcun ulteriore conguaglio sull'indice riconosciuto provvisoriamente nel 2024, fissato al +5,4%.
Per gli assegni minimi, la legge di bilancio prevede anche una rivalutazione straordinaria del 2,2%, offrendo un sostegno aggiuntivo ai pensionati con redditi più bassi. Questo intervento mira a compensare parzialmente l'aumento del costo della vita, che ha colpito in modo particolare le fasce più deboli della popolazione.
Parallelamente, dal 1° gennaio 2025 entreranno in vigore i nuovi coefficienti di trasformazione del montante contributivo, fondamentali per calcolare l'importo delle pensioni contributive. Il decreto del Ministero del Lavoro del 22 novembre 2024 ha aggiornato questi parametri per il biennio 2025-2026, segnando un calo significativo rispetto al periodo precedente. Questo aggiornamento, influenzato dall'aumento della speranza di vita e dalle variazioni economiche, comporterà una riduzione degli assegni per i futuri pensionati, stimata intorno al 2%.
In parole povere, chi lascerà il lavoro nel 2025, a parità di contributi versati e di età, riceverà un assegno più basso rispetto a chi è andato in pensione nel 2024.




