Amici 2026, settima puntata: fuori Gard e Riccardo, a Zerbi l’ombrello ma non la finale
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Il meccanismo del Serale, si sa, non perdona gli attimi di cedimento: ne hanno fatto le spese, nella settima puntata andata in onda sabato 2 maggio su Canale 5, i cantanti Gard e Riccardo. Entrambi, al termine delle tre manche canoniche (quelle che scandiscono la corsa verso la semifinale del 9 maggio e poi la finale del 17), sono stati eliminati dal talent condotto da Maria De Filippi. La giuria, composta da Cristiano Malgioglio, Amadeus, Elena D’Amario e Gigi D’Alessio, ha valutato le performance senza particolari ripensamenti; e proprio in questa sessione, Rudy Zerbi – il cui ombrello è ormai diventato un simbolo parodistico più delle sue stesse strategie – ha vinto due manche su tre, portandosi a casa però zero cantanti in finale. Un risultato, quello del professore, che rasenta il paradosso: avrà salutato con un gestaccio in diretta, ma la sua squadra, a conti fatti, non ha retto l’urto del pubblico.
Riccardo, lacrime e paura del futuro dopo i post omofobi
Più complessa – e, se vogliamo, più pesante dal punto di vista emotivo – la parabola di Riccardo Stimolo. Il cantante, uscito nello stesso ballottaggio di Gard, ha raccontato a caldo il momento più difficile dopo l’addio al Serale. Non solo la delusione per la gara, ma un timore più concreto: quello di non riuscire a lavorare nel mondo della musica. Un’ansia, la sua, amplificata dalle critiche ricevute online nelle settimane precedenti, quelle legate alle polemiche per alcuni suoi post giudicati omofobi. C’è, nell’eliminazione di Riccardo, una sorta di giustizia sommaria che pesa dall’alto – una legge del contrappasso mediatico, per certi versi – ma senza che la produzione o la giuria abbiano mai ufficializzato un nesso tra i contenuti digitali e l’esclusione. Le sue prime dichiarazioni, trapelate dopo l’uscita dalla casetta, parlano di un ragazzo spaesato: «Ho paura di non avere spazio», ha detto, senza però mai ritrattare o riavvolgere i messaggi incriminati.
Gard fuori, Angie ed Elena fanno un campionato a parte
Dall’altra parte, l’eliminazione di Gard è apparsa più tecnica, meno carica di sottotesti extra-televisivi. Il cantante, che pure aveva mostrato spunti interessanti nelle settimane precedenti, non ha convinto né la giuria né il pubblico a casa. E mentre Zerbi si consolava con l’ombrello (e con un paio di vittorie di manche dal sapore amaro), a dominare incontrastate restano Angie ed Elena: due allieve che, ormai da diverse puntate, viaggiano su un livello che sembra un campionato a parte. La semifinale si avvicina, e il campo dei contendibili si è fatto più chiaro. Delle scorie della settima puntata, quel che rimane è un Serale più sgombro, con meno voci ma non per questo meno nervoso; l’agonismo, anzi, si è fatto più intimo, quasi claustrofobico. Restano da definire le ultime sfide della prossima settimana, ma la sensazione – a metà tra la cronaca e il semplice resoconto – è che la direzione sia già tracciata.
Zerbi a mani vuote, il gestaccio e l’addio senza cantanti
La serata, occorre ricordarlo, ha regalato anche un paio di momenti che i social hanno già trasformato in virali. Tra questi, l’uscita di scena di Rudy Zerbi: il suo “mani vuote” al termine della settima puntata è diventato immediatamente un caso, complice il gestaccio rivolto chissà se alla giuria, alla produzione o semplicemente al fato. L’insegnante, che pure aveva vinto due manche su tre, si è ritrovato senza nessun cantante da portare in semifinale. Un paradosso, dicevamo, che in un talent like Amici non è nemmeno così raro: capita, a volte, che il professore più navigato perda i pezzi per strada, mentre allievi apparentemente minori trovino agganci inaspettati col pubblico. Per la cronaca, le prime parole ufficiali di Gard e Riccardo dopo l’addio sono state brevi, quasi sospese: nessuna recriminazione furiosa, nessun appello a un fantomatico complotto. Solo la stanchezza di chi ha cantato fino all’ultima nota, e poi ha dovuto fare i bagagli mentre in studio la semifinale già incombeva.




