Spalletti presenta Celik: “Un guerriero, buona idea portarlo a casa”. E su Massara: “Top dirigente”

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La prima conferenza stampa della stagione juventina porta subito la firma di Luciano Spalletti, che ha accolto il suo nuovo terzino con parole che non lasciano spazio a interpretazioni. L'arrivo di Zeki Celik a parametro zero, con un clamoroso voltafaccia ai danni della Roma che aveva già un accordo verbale per il rinnovo, è stato uno dei colpi di mercato più discussi dell'estate.

E il tecnico bianconero, interpellato sull'operazione che ha portato il turco a Torino, non si è certo sottratto alle domande, anzi, ha speso parole di grande apprezzamento per il giocatore, definendolo un elemento di carattere e affidabilità.

“Celik è un giocatore di carattere, affidabile. Con un carattere da guerriero”, ha dichiarato Spalletti nel corso dell'incontro con i giornalisti, sottolineando come la scelta della Juventus di andare a prelevarlo dalla Capitale sia stata quanto mai opportuna.

“Penso sia stata una buona idea della Juventus andare a portarlo a casa”, ha aggiunto, quasi a voler legittimare l'operazione di mercato che ha fatto infuriare i giallorossi. Il tecnico ha poi voluto rassicurare i tifosi sulle qualità umane del giocatore, spiegando che non avrà difficoltà a inserirsi in un gruppo già rodato: “Non avrà sicuramente problemi di inserimento, è un calciatore esperto, un buonissimo ragazzo che nel calcio conoscono tutti. Si inserirà facilmente”.

La beffa del mercato e il ruolo di Massara

Il colpo Celik, però, non è solo una vicenda tecnica o una semplice operazione di mercato. Porta con sé il retrogusto di una sfida a distanza tra due società che da decenni si contendono il palcoscenico del calcio italiano. La Roma, che aveva raggiunto un'intesa verbale con il terzino per il rinnovo fino al 2029 a circa tre milioni di euro a stagione, si è vista soffiare il giocatore all'ultimo momento dalla Juventus.

Una vera e propria doccia fredda per i Friedkin e per Gian Piero Gasperini, che aveva fatto del turco un punto fermo dei suoi piani tattici, considerandolo un jolly prezioso per le corsie laterali. Ora il direttore sportivo giallorosso, Tony D'Amico, deve tornare al lavoro per cercare un sostituto, con i nomi di Molina e Dodò che iniziano a circolare con insistenza.

Dall'altra parte, invece, a orchestrare l'operazione ci ha pensato un vecchio conoscenza della piazza giallorossa: Frederic Massara. Il nuovo capo dell'area calcio bianconera, che proprio due mesi fa aveva lasciato la Roma dopo i noti dissapori con l'ambiente, ha teso la trappola alla sua ex squadra. E Spalletti, che con Massara ha avuto modo di collaborare in passato, non ha esitato a tesserne le lodi, definendolo un dirigente di livello assoluto.

“Ci ho lavorato e conosco il suo livello top nel fare il direttore”, ha detto il tecnico juventino, mettendo così la parola fine su un capitolo di mercato che ha infiammato gli animi e rinnovato la storica rivalità tra i due club.

La strategia juventina e gli obiettivi stagionali

L'acquisto di Celik si inserisce in un progetto più ampio di ricostruzione della Juventus, che dopo la delusione dell'ultima stagione cerca di ripartire con basi solide. Spalletti, tuttavia, nel corso della conferenza stampa ha tenuto a moderare gli entusiasmi, parlando di una rosa che deve ancora essere completata per ambire al vertice.

Se da un lato il tecnico ha ribadito la qualità dei nuovi arrivi come Celik, dall'altro ha ammesso che la squadra è ancora distante dalla lotta per lo scudetto, sottolineando come ci siano caselle da riempire e un lavoro profondo da fare, in particolare in vista delle tempistiche dettate dal prossimo mondiale.

Nonostante il realismo mostrato, la convinzione con cui Spalletti ha accolto il terzino turco fa capire quanto la società creda nella bontà dell'affare. Un investimento a costo zero per un calciatore esperto, che garantisce duttilità e personalità, elementi che il tecnico ha più volte messo al primo posto nella costruzione della sua squadra.

Celik, reduce da un Mondiale giocato da protagonista, porterà a Torino quella mentalità vincente che Spalletti cerca di instillare nel gruppo, mentre la Roma, dal canto suo, dovrà ingoiare il rospo e guardare avanti, consapevole che nel calcio di oggi la parola data vale spesso meno di un colpo di telefono.

Le reazioni e i precedenti illustri

Il passaggio di Celik in bianconero si inserisce in un filone di colpi di scena che hanno segnato la storia del calciomercato italiano, specialmente quando a incrociare i coltelli sono Juventus e Roma. Dagli sgarbi tra Capello e Pjanic fino alle trattative più roventi degli anni Ottanta, la rivalità tra le due piazze ha sempre regalato emozioni e colpi di scena. E anche stavolta, nonostante il business sia spietato e i sentimenti contino poco quando il pallone diventa merce di scambio, la vicenda ha riacceso vecchie polemiche e rinnovato un duello che non conosce fine.

Intanto, il neo-acquisto bianconero si appresta a iniziare la sua avventura a Torino, con la benedizione del suo allenatore e la consapevolezza di aver scelto una piazza calda. Per la Roma, invece, è già tempo di pensare al futuro e di cercare sul mercato un nuovo esterno che possa compensare la partenza a sorpresa del turco, in una corsa contro il tempo per non farsi trovare impreparata all'inizio della stagione. Il calcio è fatto anche di queste storie, dove la fedeltà si scontra con l'opportunità e dove ogni operazione di mercato può nascondere una vendetta o una rivalsa.

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