Piazza Affari in rosso, il crollo dei tecnologici traina il Ftse Mib: Stm perde il 5%

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Redazione Economia Redazione Economia   -   In una seduta che si preannunciava complessa, Piazza Affari ha aperto con il segno meno, risentendo in modo significativo dell'ondata di vendite che ha investito il comparto tecnologico a livello globale. L'indice di riferimento, il Ftse Mib, ha così imboccato la via del ribasso, segnando una flessione dello 0,82% che lo ha portato a quota 51.947 punti, in un contesto di mercato reso ancora più fragile dalle tensioni internazionali e dall'incertezza che aleggia sui titoli legati all'intelligenza artificiale.

Stm e il sell-off sui semiconduttori

A fare da traino a questa tendenza negativa è stato in particolare il titolo Stm, il gigante italo-francese dei microchip, che ha subito un vero e proprio crollo, cedendo oltre il 5% del suo valore. Le performance del gruppo, tra i principali attori europei nel settore dei semiconduttori, hanno risentito del clima di avversione al rischio scatenato dai pesanti ribassi registrati ieri a Wall Street, dove i colossi dell'hi-tech e i produttori di chip hanno guidato la discesa del Nasdaq.

I timori di una possibile bolla nel settore dell'intelligenza artificiale, alimentati dai crolli di società come Sandisk, Western Digital e Seagate, hanno innescato un effetto domino che non ha risparmiato i listini europei, con Milano che si è trovata in prima linea a causa del peso specifico del suo principale titolo tecnologico.

Le mosse di Mps e il comparto oil

Sul fronte societario, l'attenzione degli operatori si è concentrata anche su Monte dei Paschi di Siena, dopo che il consiglio di amministrazione ha reso note le proprie valutazioni preliminari sull'offerta di Intesa Sanpaolo.

In particolare, è emerso che il premio implicito offerto dalla banca guidata da Carlo Messina sarebbe inferiore alla media delle operazioni comparabili, mentre le sinergie annunciate sono state giudicate eccessivamente ottimistiche rispetto alle dimensioni economiche del perimetro coinvolto, un elemento che potrebbe complicare le trattative e influenzare le prossime mosse della banca senese.

Parallelamente, il comparto petrolifero ha mantenuto un profilo relativamente più solido, con Tenaris, Saipem ed Eni al centro dell'attenzione, favorite dal prezzo del greggio che si mantiene su livelli sostenuti, offrendo un controaltare alle perdite del settore tecnologico.

L'effetto domino dai mercati asiatici

Il clima di profonda incertezza che ha investito i mercati finanziari è stato acuito dalle forti tensioni geopolitiche, in particolare quelle relative allo Stretto di Hormuz, che hanno contribuito a creare un clima di avversione al rischio. Il sell-off, iniziato negli Stati Uniti, si è rapidamente esteso all'Asia, dove il colosso taiwanese Tsmc ha registrato pesanti perdite, e ha poi contagiato le borse europee, con Milano che ha subito le conseguenze di un movimento che appare tutt'altro che circoscritto.

Le vendite sui titoli tecnologici e dei semiconduttori, che avevano già messo a dura prova i listini asiatici, hanno quindi trovato un terreno fertile anche a Piazza Affari, dove la debolezza del comparto ha finito per oscurare le performance positive di altri settori, come quello delle utility, con Terna, Snam e Italgas che hanno chiuso in controtendenza.

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