Addio a Carlo Cartacci, il farmacista volto televisivo del calcio
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Redazione Sport
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Un malore improvviso, stroncante, ha posto fine oggi alla vita di Carlo Cartacci Servici, una figura nota e stimata a Como e ben oltre i confini cittadini. La sua scomparsa, a soli cinquantasette anni, ha generato un profondo senso di stupore e di vuoto in coloro che lo conoscevano, non solo per la sua professione di farmacista ma anche, e forse soprattutto, per la competenza e la passione che lo hanno reso un volto familiare per gli appassionati di calcio. Cartacci, che gestiva una farmacia a Sant'Agostino dal 1993, era riuscito a trasformare la sua dedizione per il mondo del pallone in un vero e proprio mestiere parallelo, costruendo una reputazione di conoscitore puntuale e di commentatore affidabile.
Una doppia vita tra lo sportello e lo schermo
La sua attività professionale, quella che lo portava dietro il banco della farmacia, procedeva infatti di pari passo con un impegno costante nel settore sportivo, che ne aveva definito il profilo pubblico. La sua presenza in televisione, su emittenti come Telelombardia e Sportitalia, era diventata una costante, tanto da essere un ospite ricorrente in diversi talk show e programmi di approfondimento. Di recente, ad esempio, aveva preso parte a una puntata de “Il Barbiere” su Espansione Tv, portando il suo punto di vista, sempre chiaro e informato. La sua conoscenza, del resto, non era limitata al campionato italiano, ma spaziava con autorità soprattutto verso i campionati stranieri, in particolare quello inglese e quello tedesco, di cui aveva visitato personalmente tutti gli stadi più importanti.
Il calcio come ponte tra esperienza e condivisione
Questa profonda familiarità con il calcio d’Oltremanica e d’Oltralpe non era rimasta un sapere fine a sé stesso, ma si era concretizzata in un’attività imprenditoriale molto specifica. Cartacci aveva infatti fondato un’agenzia, football-travels, specializzata nell’organizzazione di viaggi per tifosi verso l’Inghilterra, con l’obiettivo di far vivere l’esperienza degli stadi e delle partite dal vivo. Un’iniziativa che testimoniava il desiderio di condividere la sua passione, trasformandola in un servizio per altri appassionati. Parallelamente, aveva svolto anche il ruolo di intermediario per alcuni calciatori, muovendosi quindi a tutto tondo in quell’universo che tanto amava.
La passione tradotta in parole e incontri
Oltre alla comunicazione televisiva e all’attività di agenzia, Carlo Cartacci aveva espresso la sua dedizione allo sport anche attraverso la scrittura, pubblicando libri che approfondivano tematiche calcistiche, e partecipando a iniziative locali di discussione. Era apparso, giusto la scorsa settimana, in un podcast dedicato al calcio, un incontro che molti ricordano per la vivacità dei suoi racconti, frutto dell’ultimo viaggio a Londra dove aveva visitato l’Emirates Stadium, casa dell’Arsenal. Questa sua costante ricerca di contatto diretto con i luoghi simbolo del calcio internazionale era una cifra caratteristica del suo approccio, sempre volto ad arricchire il proprio bagaglio di esperienze da raccontare.
Il vuoto lasciato in città e nel mondo sportivo
La notizia della morte, giunta nel pomeriggio, si è diffusa rapidamente nella città di Como, suscitando reazioni di sincero cordoglio. La sua figura univa mondi diversi, quello della professione sanitaria e quello del dibattito sportivo, creando una rete di rapporti e di stima molto ampia. La sua assenza sarà avvertita non solo tra i clienti della sua farmacia, ma anche tra i telespettatori che ne apprezzavano le analisi, spesso ricche di aneddoti e di osservazioni frutto di un’osservazione diretta e meticolosa. La scomparsa di Carlo Cartacci lascia così un doppio vuoto, che riguarda tanto la vita quotidiana del quartiere di Sant’Agostino quanto il panorama, più ampio, dei commentatori sportivi preparati e appassionati.




