Stefano De Martino rivoluziona Sanremo: serata performance e il sogno della reunion dei Maneskin
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Il Festival di Sanremo 2027 si preannuncia come uno degli eventi più attesi e discussi degli ultimi anni, e non solo per il cambio al vertice della kermesse. A soli pochi mesi dall'ascesa al trono dell'Ariston, il nuovo conduttore e direttore artistico Stefano De Martino ha gettato le basi per una rivoluzione destinata a cambiare il volto della manifestazione, a partire dal regolamento fino alla struttura delle serate.
Le anticipazioni, emerse durante la presentazione dei palinsesti Rai e rilanciate con forza dalle indiscrezioni di stampa, delineano un'edizione che punta decisa verso una dimensione internazionale, con una novità assoluta che farà discutere: la separazione tra la vittoria del Festival e la scelta del rappresentante italiano all'Eurovision Song Contest.
Una settimana tipo rivoluzionata: meno brani e una serata "performance"
Le prime e più concrete novità riguardano l'architettura stessa del Festival. L'obiettivo dichiarato di Stefano De Martino è quello di sfoltire il programma per dare maggiore respiro alle esibizioni, riducendo il numero dei brani in gara rispetto alle scorse edizioni, e di conseguenza la durata delle estenuanti maratone notturne. La settimana tipo, a grandi linee, sarà così ridisegnata: le serate di martedì e mercoledì saranno dedicate all'ascolto di tutti i cantanti in gara con i loro inediti, mentre giovedì sarà confermata l'amatissima serata delle cover.
La vera e propria novità, però, arriverà venerdì. In questa serata, ribattezzata "performance", gli artisti torneranno sul palco dell'Ariston per riproporre il proprio brano, ma con una messa in scena completamente rinnovata e legata alla loro estetica live. Un'idea che, come spiegato dallo stesso De Martino, nasce dall'esperienza diretta dei concerti, dove la dimensione visiva e performativa restituisce un valore aggiunto alla musica.
Il nuovo legame con l'Eurovision: due vincitori e una scelta separata
La serata del venerdì, però, non sarà solo uno show. Sarà il fulcro della più grande rivoluzione voluta dal nuovo direttore artistico: la selezione del rappresentante italiano per l'Eurovision Song Contest. Fino ad oggi, salvo rinunce, la vittoria del Festival di Sanremo valeva automaticamente il biglietto per la kermesse europea. Con la riforma di De Martino, questa regola cambia radicalmente.
La performance del venerdì non sarà un semplice bis, ma una vera e propria "gara nella gara", una competizione specifica pensata per decretare il progetto artistico più adatto a competere sul palcoscenico internazionale, dove la spettacolarità, la scenografia e la presenza scenica hanno un peso determinante. Di fatto, l'edizione 2027 potrebbe avere due vincitori: il trionfatore assoluto del Festival, che verrà proclamato nella finalissima di sabato, e il vincitore della serata performance, che porterà il tricolore all'Eurovision.
Una scelta che, come sottolineato da più parti, mira a valorizzare la tradizione del Festival e, al contempo, a massimizzare le chance italiane in Europa, affidando la selezione a criteri più specifici.
L'ipotesi Maneskin: una reunion per battezzare il nuovo corso
In questo clima di rinnovamento, si inserisce una delle indiscrezioni più suggestive dei mesi scorsi: la possibile reunion dei Maneskin sul palco dell'Ariston proprio in occasione di Sanremo 2027. La notizia, lanciata per la prima volta da Fiorello durante la sua trasmissione, sta prendendo sempre più corpo grazie a un intreccio di elementi che la rendono estremamente plausibile. Il primo, e forse il più significativo, è la scelta di Stefano De Martino di affiancare a sé, nel suo team musicale, Fabrizio Ferraguzzo.
Si tratta, infatti, del manager che ha seguito e portato la band romana al successo planetario, inclusa la vittoria all'Eurovision nel 2021. La sua presenza è un segnale forte di una volontà precisa di guardare oltre i confini nazionali, e la sua cerchia di contatti potrebbe rivelarsi decisiva per un colpo di scena di tale portata.
Una mossa "win-win" per il Festival e per la band
La tempistica, poi, si sposa perfettamente con il nuovo format della serata performance. La possibilità di vedere i Maneskin tornare a esibirsi insieme dopo la pausa che ha visto Damiano David, Victoria De Angelis, Thomas Raggi ed Ethan Torchio intraprendere carriere soliste, sarebbe il modo ideale per "battezzare" la rivoluzione di De Martino, sancendo il legame tra il rinnovato Festival e la sua apertura al mondo.
Lo stesso conduttore, interpellato sulla questione, non ha negato l'ipotesi, anzi, ha lasciato intendere che potrebbe esserci un incontro proprio durante la settimana sanremese, dichiarando: "Non so se faranno la reunion, ma mi hanno detto: 'Abbiamo una riunione da fare a Sanremo'". Una dichiarazione che alimenta ulteriormente le aspettative per un evento che, a tutti gli effetti, rappresenterebbe il coronamento di una strategia chiara: rendere il Festival di Sanremo, già da un punto di vista mediatico, un evento globale.




