Canicola e bollette, a luglio rincaro del 12% e a settembre si preannuncia una stangata
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Redazione Economia
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La canicola estiva quest'anno si sta facendo sentire non solo sul termometro e sul benessere fisico dei cittadini, ma anche e soprattutto sul portafogli. Con gli impianti di climatizzazione e raffrescamento in funzione a pieno regime per fronteggiare le temperature torride di queste settimane, il riflesso più immediato e tangibile si registra sulle bollette di luce e gas.
A luglio, il conto medio per le utenze domestiche e per le piccole imprese ha fatto registrare un incremento del 12%, un dato che comincia a preoccupare seriamente le associazioni di categoria e gli analisti del settore energetico, i quali già intravedono all'orizzonte nuovi e più gravosi rincari per l'autunno.
L'allarme di Confartigianato e i dati del Caem
A lanciare l'allarme sulla spirale crescente dei prezzi dell'energia è il direttore generale di Confartigianato Imprese Chieti, Daniele Giangiulli, il quale sottolinea come le difficoltà economiche legate al costo delle materie prime e dell'energia si riverberino ormai quotidianamente sulla vita di tutti. "Le conseguenze di tutto questo si riscontrano quotidianamente nel carrello della spesa, nel carburante e nelle bollette di energia elettrica e gas", afferma Giangiulli, mettendo in luce un problema che ormai è strutturale e non più congiunturale.
Per comprendere a fondo l'entità del fenomeno e l'impatto reale che i costi delle forniture energetiche hanno sul tessuto produttivo, il Caem, ovvero il Consorzio che negozia le tariffe per le forniture di gas ed energia alle imprese, ha condotto un'analisi approfondita sull'andamento mensile dei costi per kilowattora a carico di alcune aziende campione. I risultati di questa rilevazione delineano un quadro già critico nel breve periodo, che rischia di aggravarsi ulteriormente con il passare dei mesi.
Il boom dei prezzi a luglio e le prospettive per settembre
I numeri elaborati dal Consorzio non lasciano spazio a interpretazioni ottimistiche: nel mese di luglio, il prezzo dell'elettricità è risultato del 18,52% superiore rispetto a quello registrato a giugno, mentre il costo del gas ha subito un'impennata addirittura del 20,04% nello stesso arco temporale. Questi aumenti, seppur consistenti e già gravosi per le tasche di famiglie e imprese, potrebbero però rappresentare solo l'anticipazione di una tendenza destinata a peggiorare con l'arrivo dell'autunno.
Secondo una stima elaborata da Nomisma Energia per il quotidiano Il Sole 24 Ore, che ha calcolato il probabile impatto sulle tariffe finali sulla base degli attuali prezzi all'ingrosso dei mercati energetici, la pausa tecnica di agosto non servirà a fermare la corsa dei prezzi. Al rientro dalle vacanze estive, l'effetto combinato dei rincari sarà significativo e si tradurrà in una vera e propria stangata per le utenze, con un aggravio che peserà sia sulle famiglie sia sul sistema produttivo nazionale.
L'impatto su famiglie e imprese tra guerre e clima
I fattori che alimentano questa impennata dei costi sono molteplici e di varia natura, spaziando dalle tensioni geopolitiche internazionali al caro carburanti, passando per l'emergenza climatica che sta mettendo a dura prova le infrastrutture energetiche di molti Paesi. Le ripercussioni economiche di questo scenario, tuttavia, non sono distribuite in modo omogeneo.
Stando alle proiezioni di Nomisma Energia, le famiglie italiane potrebbero vedersi recapitare bollette con aumenti percentuali fino al 20%, ma la situazione si fa ancora più critica per il comparto delle imprese, dove i rincari rischiano di mettere in ginocchio interi settori produttivi ad alto consumo energetico.
Il presidente di Nomisma ha evidenziato come sia ormai improcrastinabile la necessità di ridurre i consumi, mentre gli interventi del governo sui prezzi dei carburanti, seppur utili a smorzare l'impatto immediato, finiscono di fatto solo per posticipare un problema che rimane irrisolto alla radice e che richiederebbe strategie di più ampio respiro.
Rincari fino a 900 euro e la stima sulla spesa annuale
Lo scenario delineato per settembre 2026 è preoccupante e si traduce in cifre che fanno tremare i polsi ai responsabili dei bilanci familiari. Secondo le stime più recenti elaborate sempre da Nomisma Energia, sulla base dei prezzi all'ingrosso attualmente in vigore, per una famiglia tipo l'aumento complessivo della spesa annua per elettricità e gas potrebbe raggiungere quota 515 euro entro la fine dell'anno, un dato che corrisponde a un incremento del 23% rispetto al 2025.
Se a questo calcolo si aggiunge anche la maggiore spesa prevista per benzina e gasolio, destinata a incidere pesantemente sulla mobilità quotidiana e sui costi di trasporto delle merci, l'aggravio complessivo per un nucleo familiare potrebbe salire fino a circa 877 euro. Una cifra che, per molte realtà, equivale a una mensilità in più di spese e che rischia di comprimere ulteriormente un potere d'acquisto già fortemente eroso dall'inflazione e dalle incertezze economiche globali, senza che al momento si intravedano soluzioni strutturali in grado di invertire questa pericolosa tendenza.
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