ChatGPT perde quota di mercato, mentre Gemini di Google avanza rapidamente
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Redazione Scienza e Tecnologia
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La quota di traffico web del chatbot di OpenAI, che aveva dominato incontrastato le prime fasi della diffusione pubblica dell'intelligenza artificiale generativa, ha subito un significativo ridimensionamento nell'ultimo anno, scivolando dal picco dell'87,2% a un più contenuto 68%. Questa contrazione, quantificabile in diciannove punti percentuali, si è verificata nonostante il numero assoluto degli utenti settimanali attivi sul servizio abbia continuato a crescere, raggiungendo la soglia degli 800 milioni. Il dato, emerso da un'analisi di Similarweb, delinea una fase di maturazione del mercato, in cui l'offerta si diversifica e l'utenza inizia a distribuire le proprie preferenze tra diversi competitor, trovando in Google Gemini l'alternativa più agguerrita e capace di erodere terreno al pioniere del settore.
L'ascesa di Gemini e il nuovo equilibrio
Il principale beneficiario di questo riassetto delle quote è infatti Gemini, l'assistente generativo di Google, che nello stesso arco temporale ha compiuto un balzo notevole, passando da una quota del 5,4% a una del 18,2% e avvicinandosi alla soglia psicologica del 20%. Tale crescita, che si traduce in un incremento di oltre il trecento per cento, non è ascrivibile a un singolo fattore ma piuttosto alla potenza dell'ecosistema tecnologico nel quale il prodotto è inserito, il quale ne facilita l'accesso e l'integrazione nelle abitudini digitali di un vastissimo pubblico. L'avanzata di Gemini, pertanto, non segnala un declino di ChatGPT in termini assoluti, bensì l'evidente stabilizzazione di un duopolio in un settore che fino a poco tempo fa appariva come un monolite.
L'integrazione come fattore chiave
Una delle leve strategiche su cui Google ha fatto affidamento per garantire a Gemini questa rapida penetrazione è proprio la sua capacità di proporsi non come un'applicazione isolata, ma come una funzionalità avanzata e contestuale all'interno del sistema operativo Android. L'introduzione di modalità di multitasking che consentono all'assistente di operare in background, riducendo al minimo le interruzioni per l'utente e fornendo risposte attraverso notifiche discrete, rappresenta un tentativo concreto di far evolvere l'interazione da conversazionale a strumentale. Questa integrazione profonda, che alcuni definirebbero "ambientale", permette a Gemini di essere presente nei momenti di necessità senza richiedere un atto di apertura esplicito, un vantaggio competitivo non trascurabile nella corsa all'adozione quotidiana.
Uno sguardo al panorama competitivo
Il mercato, in definitiva, sembra aver superato la fase dell'entusiasmo iniziale per un unico strumento rivoluzionario, assestandosi su dinamiche più consone a un settore tecnologico maturo, dove la scelta dell'utente è influenzata dalla familiarità con le piattaforme esistenti, dalla fluidità dell'esperienza d'uso e dalla qualità specifica delle risposte in contesti diversi. La perdita di venti punti di quota da parte di ChatGPT, se da un lato indica una fetta di early adopter disposta a sperimentare alternative, dall'altro conferma la solidità di una base di utenti molto ampia e fedele. La competizione, che si giocherà sempre di più sul piano dell'innovazione incrementale e dell'utilità pratica, promette di mantenere alto il ritmo dello sviluppo, con benefici potenziali per tutti coloro che utilizzano questi strumenti.




