Lutto nell'hockey, morta a 18 anni Emma Radaelli: camera ardente a Limbiate, oggi i funerali

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Redazione Sport Redazione Sport   -   È stata allestita nella giornata di mercoledì, a Limbiate, la camera ardente per dare l’ultimo saluto a Emma Radaelli, la diciottenne promessa dell’hockey su ghiaccio strappata alla vita da una malattia fulminante. Il feretro, vegliato dalla famiglia, dagli amici e dai tanti compagni di squadra che non hanno voluto lasciarla sola in questi ultimi momenti di commozione collettiva, sarà trasferito oggi pomeriggio, giovedì 26 marzo, a Varedo. Qui, nella chiesa di Maria Regina situata in via Friuli, si terrà il rito funebre, con l’intera comunità sportiva che si prepara a rendere omaggio a una ragazza il cui talento, seppur giovanissimo, aveva già lasciato un segno indelebile nel panorama sportivo nazionale.

La carriera e l’impegno tra Milano e Varese

Classe 2007, Emma era tesserata per l’Hc Milano Devils, società nella quale aveva trovato spazio per esprimere al meglio le sue qualità. Negli ultimi anni, la sua crescita era stata costante; aveva fatto parte del progetto “Girls Project Mastini-Devils”, un’iniziativa nata dalla sinergia tra la società milanese e la Varese Ghiaccio, che le aveva permesso di confrontarsi con un livello di gioco sempre più alto. A ricordarla con affetto è anche il presidente dell’Hc Varese 1977, che ha voluto sottolineare come la giovane fosse arrivata in giallonero a soli quindici anni. Era la più piccola del gruppo, racconta, ma non lo dimostrava mai in pista: c’era chi l’aveva presa sotto la propria ala protettiva e lei, dal canto suo, restituiva tutto l’affetto ricevuto gettando il cuore oltre l’ostacolo in ogni partita.

Il cordoglio della Fisg e il minuto di silenzio sui campi

La notizia della sua improvvisa scomparsa, avvenuta lunedì 23 marzo, ha scosso profondamente l’intero movimento. La Federazione Italiana Sport del Ghiaccio (FISG) ha espresso il proprio cordoglio con parole che sottolineano lo sgomento per la perdita di una delle sue atlete più promettenti. Non solo il ghiaccio, però, piange la scomparsa di Emma. Anche il mondo dell’hockey inline, disciplina che lei aveva praticato con la stessa tenacia prima nell’Hc Milano e successivamente nelle Milano Devils, si è stretto attorno alla famiglia Radaelli. La Federazione Italiana Sport Rotellistici (FISR) ha annunciato che, in segno di rispetto, verrà osservato un minuto di silenzio in tutti i campionati, un gesto simbolico per fermarsi a riflettere su quanto il destino sia stato crudele con una ragazza che aveva ancora tanto da dare.

Il ricordo nel weekend: il torneo “Città di Varese” intitolato alla sua memoria

Il fine settimana che sta per aprirsi sarà caratterizzato da un evento carico di significato. L’Hc Varese 1977 ospiterà all’Acinque Ice Arena la ventisettesima edizione del Torneo “Città di Varese”, manifestazione che da sempre rappresenta un momento di festa e di aggregazione per le giovanili. Nel corso di questa due giorni, che vedrà scendere in pista dieci formazioni Under 12, il pensiero andrà inevitabilmente a Emma. Il club ha già annunciato che la ricorderà, lei che aveva indossato quella maglia da ragazzina e che aveva dato l’anima per difenderne i colori. Un tributo, questo, che si inserisce nel solco del grazie che la società rivolge a chiunque si impegni con abnegazione per il movimento giovanile.

L’ultimo saluto e il vuoto lasciato in famiglia

Mentre la città di Varedo si prepara a dire addio alla sua giovane campionessa, nella sua Desio restano il ricordo dei banchi di scuola – frequentava l’ultimo anno del liceo scientifico Ettore Majorana – e di un sorriso che i compagni non dimenticheranno facilmente. La camera ardente allestita a Limbiate ha rappresentato il primo, doloroso momento di raccoglimento prima del trasferimento del ferito per i funerali di oggi. Il rito funebre rappresenterà l’occasione per restituire un ultimo, collettivo abbraccio alla famiglia, dopo giorni in cui lo sport si è fermato in segno di rispetto per una vita spezzata così prematuramente. Non restano che le testimonianze di chi l’ha vista crescere sul ghiaccio, descrivendola come una ragazza tenace, e la consapevolezza che il suo esempio continuerà a vivere tra i paletti.

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