La classifica Qs premia le università italiane: Politecnica delle Marche, Verona, Padova e Firenze nella top mondiale
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Redazione Interno
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L’edizione 2026 del QS World University Rankings by Subject, la sedicesima dalla sua istituzione nel 2011, restituisce un’istantanea del sistema accademico italiano che, pur tra le maglie di una competizione globale sempre più serrata, conferma la capacità di alcune sue realtà di ritagliarsi spazi di eccellenza. L’analisi, che quest’anno ha preso in esame complessivamente 6.277 atenei nel mondo riuscendo a posizionarne 1.912, vede l’Italia rappresentata da sessanta istituzioni universitarie; tra queste, alcune emergono con piazzamenti di assoluto rilievo nei singoli ambiti disciplinari, mentre altre consolidano progressi già avviati nelle precedenti rilevazioni.
L’ascesa delle università del Centro-Nord
L’Università Politecnica delle Marche, ateneo caratterizzato da una prevalenza di studenti italiani che raggiunge il 93% del suo studentesco, si colloca al trentaseiesimo posto tra gli atenei italiani e all’incirca all’ottocento nella graduatoria mondiale; un posizionamento che, sebbene non la ponga ai vertici assoluti, ne certifica la presenza stabile tra le istituzioni che sostengono il profilo internazionale del Paese. Quattro sono le voci di questa università presenti in classifica, con la miglior materia individuata in “Scienze agrarie e forestali”, settore che conferma la vocazione territoriale dell’istituto marchigiano. Un miglioramento più netto nella propria posizione è stato invece registrato dall’Università di Verona, che nel 2026 avanza in tre aree disciplinari rispetto all’anno precedente, senza che vengano specificate le singole materie di progresso ma con una tendenza al rialzo che ne segna la traiettoria.
Psicologia e veterinaria proiettano Padova nella top 50
La performance più eclatante arriva dall’Università di Padova, che grazie alla spinta congiunta di due discipline – Psicologia e Scienze veterinarie – si inserisce nella fascia dei primi cinquanta atenei al mondo per queste specifiche materie. La prima, in particolare, non solo ottiene questo prestigioso posizionamento internazionale ma conquista anche il primo posto a livello nazionale, segnando un primato che la rettrice dell’ateneo ha definito come un riconoscimento importante. Per Scienze veterinarie si tratta invece di una conferma, che ribadisce la vocazione dell’ateneo patavino per le Scienze della vita; a completare il quadro, altre dieci discipline dell’Università di Padova si collocano tra i primi cento posti della classifica mondiale, consolidando una presenza diffusa e qualificata in molteplici settori del sapere.
Firenze e la Storia dell’Arte tra i primi cinquanta al mondo
Un’altra eccellenza italiana si segnala nel campo umanistico, dove l’Università di Firenze si conferma tra le migliori cinquanta istituzioni mondiali per Storia dell’Arte, un posizionamento che il ranking certifica annualmente basandosi su tre parametri fondamentali: la reputazione accademica, l’impatto della ricerca scientifica e la reputazione che i laureati riescono a ottenere presso i datori di lavoro. L’ateneo fiorentino, che compare in ben trentaquattro delle cinquantacinque discipline esaminate dal rapporto, si distribuisce in tutti i cinque grandi ambiti presi in esame – Arts & Humanities, Engineering and Technology, Life Sciences & Medicine, Natural Sciences, Social Sciences & Management – dimostrando una copertura ampia delle aree di studio che gli consente di mantenere una presenza costante e qualificata nei principali indici internazionali.
Un sistema italiano frammentato ma con punte di assoluto valore
Il quadro complessivo che emerge dalla rilevazione, che vede al vertice mondiale il Massachusetts Institute of Technology (Mit) di Cambridge, restituisce l’immagine di un sistema universitario italiano frammentato in sessanta atenei presenti in graduatoria ma capace di esprimere punte di assoluto valore settoriale. L’approccio utilizzato dal QS World University Rankings by Subject, incentrato su reputazione e impatto della ricerca piuttosto che sulla mera quantità di pubblicazioni, permette di isolare quelle realtà accademiche che riescono a costruirsi una solida reputazione internazionale anche al di fuori dei grandi atenei polivalenti. Per l’Italia, la conferma arriva così sia da atenei di medio-piccole dimensioni come la Politecnica delle Marche, che dalla forza di dipartimenti specifici all’interno di grandi università storiche come Padova e Firenze, dove la concentrazione di competenze in determinati settori – si pensi alle scienze veterinarie o alla storia dell’arte – riesce a competere con le migliori istituzioni mondiali.
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