Electronic Arts apre il 2026 con nuovi blackout digitali: addio a tre titoli
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Redazione Scienza e Tecnologia
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La strategia di Electronic Arts nel gestire il ciclo vitale dei suoi giochi online prosegue con un’altra manovra, che apre il nuovo anno con il silenzio dei server. Dopo aver dismesso, nel corso del 2025, un numero considerevole di titoli, l'editore americano si prepara ora a spegnere le infrastrutture di rete per tre giochi, il che ne renderà impossibile l'accesso e la fruizione. Tra questi, figura un progetto ambizioso, e altrettanto problematico, sviluppato dallo studio BioWare. La decisione, come spesso accade in questi casi, è motivata dal calo sotto una soglia ritenuta sostenibile del numero di giocatori attivi, i quali non garantiscono più la copertura dei costi operativi.
Anthem, la parabola di un Titolo mai decollato
Il primo titolo a uscire di scena, il prossimo 12 gennaio, sarà proprio l'action RPG multiplayer Anthem, la cui chiusura era stata peraltro ampiamente preannunciata. Lanciato nel 2019, il gioco – nonostante le premesse e un comparto tecnico notevole – incontrò fin da subito critiche severe per la sua struttura e i contenuti, tanto che lo sviluppo di contenuti aggiuntivi fu interrotto già due anni dopo. La parabola discendente si è poi conclusa con la rimozione del titolo dagli store digitali, avvenuta nell’agosto dello scorso anno, una mossa che di fatto ne aveva già decretato il destino finale. La dismissione dei server rappresenta dunque l’ultimo atto formale per un progetto che, sebbene avesse suscitato aspettative, non riuscì mai a conquistare quel pubblico stabile necessario alla sopravvivenza di un'esperienza online di quel tipo.
Il destino di The Sims Mobile e NBA Live ’19
Accanto ad Anthem, il mese di gennaio segnerà anche la fine per altre due esperienze molto diverse tra loro. The Sims Mobile, la versione per dispositivi portatili della celebre serie life simulation, vedrà a sua volta interrotti i servizi online, privando i giocatori di quelle funzionalità che ne costituivano il nucleo principale. Parallelamente, toccherà a NBA Live ’19, capitolo di una storica serie sportiva che ha dovuto fare i conti, negli anni, con la forte concorrenza di altri franchise del settore. Anche in questo caso, la scelta della compagnia riflette una valutazione economica legata ai costi di mantenimento, i quali non troverebbero più giustificazione nei numeri di un'utenza ormai residuale.
Il contesto delle chiusure in EA
Queste operazioni non costituiscono, in verità, un evento isolato ma si inseriscono in una tendenza più ampia, che aveva visto l'editore impegnato in una massiccia riduzione del suo parco titoli solo pochi mesi prima. Nel 2025, infatti, erano stati messi offline i server di ben ventitré giochi, spaziando dai titoli sportivi annuali ai giochi per mobile, fino a esperienze di guida affermate. Quella che potrebbe apparire come una semplice manutenzione del catalogo rappresenta, agli occhi di molti osservatori, una pratica ormai consolidata nell'industria dei giochi come servizio, dove la longevità di un prodotto è direttamente e inevitabilmente legata alla sua redditività. Le conseguenze di tali scelte, che lasciano inevitabilmente un vuoto in una parte del pubblico, pongono interrogativi sulla preservazione del patrimonio videoludico digitale, destinato a svanire quando l'interesse commerciale viene meno.
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