Milano torna in vetta, una notte da capolista dopo il poker di Tortona

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Una domenica da soli al comando, seppur nella precarietà di una classifica in attesa dei verdetti serali, è quella che l’Olimpia Milano si è ritagliata sul campo della Bertram Derthona, superando i padroni di casa con un netto 87-78. Il successo, il settimo consecutivo in campionato, permette alla formazione di Ettore Messina di agganciare temporaneamente, a quota ventiquattro punti, Virtus Bologna e Brescia, in attesa che queste ultime scendano in campo per le loro rispettive partite. Un primato, quello conquistato nella tana di una delle rivali più ostiche degli ultimi anni, che assume il sapore di una riscossa dopo la sconfitta interna del cinque ottobre scorso e soprattutto dopo l’occasione mancata in Eurolega contro la Stella Rossa.

La resistenza iniziale e la svolta difensiva

La partita, giocata di fronte a un pubblico da tutto esaurito che segnava il primo sold out del 2026 alla Nova Arena, ha visto i piemontesi reggere l’urto per oltre metà gara, mantenendo un equilibrio che sembrava promettere un finale serrato. L’Olimpia, tuttavia, ha saputo innalzare progressivamente il proprio livello difensivo, imponendo una disciplina di reparto che, nel cuore della ripresa, ha prodotto una serie di stop decisivi. Quel momento, durante il quale Tortona è rimasta a secco di punti per oltre quattro minuti, ha rappresentato il vero spartiacque dell’incontro, consentendo ai milanesi di allungare e gestire il vantaggio fino al suono della sirena.

I trascinatori in attacco

A guidare l’azione offensiva dei biancorossi è stata la coppia formata da Leandro Bolmaro e Nico Mannion, autrice complessivamente di trentaquattro punti, con il primo che ha toccato quota diciannove. Le loro accelerazioni, spesso decisive per spezzare la compattezza avversaria, sono state accompagnate da una prova di grande precisione di Christian Vital, partito subito a ritmo sostenuto con cinque triple su otto tentativi per chiudere a diciannove punti. Una distribuzione di carichi offensivi che ha evidenziato la profondità del roster a disposizione di Messina e che ha compensato le non perfette condizioni di alcuni elementi di contorno.

Il significato di una vittoria

Al di là dei due punti conquistati, la trasferta di Tortona assume un valore psicologico non trascurabile per il percorso dell’intera stagione. Vincere nella sede di una squadra che, proprio nel girone di andata, aveva imposto la propria legge al Forum, significa infatti interrompere una serie negativa e dimostrare una capacità di reazione che non tutte le formazioni possiedono. La partita ha messo in luce, come spesso accade nelle sfide più combattute, la sostanza di un gruppo che sa soffrire collettivamente per poi sfruttare i suoi momenti di qualità, quelli in cui l’organizzazione si traduce in una progressione inarrestabile sul punteggio. Un aspetto, quest’ultimo, che rimane un punto fermo nell’identità della squadra milanese e che continua a rappresentare il suo principale punto di forza nella corsa allo scudetto.

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