Pier Silvio Berlusconi: "Offeso da Trump, sto con Meloni. Vannacci? Aspettiamo il programma"
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Redazione Interno
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Le dichiarazioni del presidente americano Donald Trump nei confronti del presidente del Consiglio Giorgia Meloni hanno lasciato il segno, suscitando una reazione netta e personale da parte di Pier Silvio Berlusconi. Nel corso della tradizionale serata di presentazione dei palinsesti Mediaset per la stagione 2026/2027, tenutasi negli studi di Cologno Monzese, l'amministratore delegato di Mfe-MediaForEurope non ha nascosto il proprio disappunto per i continui attacchi del tycoon alla premier italiana, definendosi "offeso" in prima persona.
Un'uscita che ha caratterizzato la parte più politica dell'incontro con la stampa, durante il quale il numero uno del Biscione ha anche offerto un punto di vista articolato e tutt'altro che tranchant sulla figura del generale Roberto Vannacci e sul suo potenziale ruolo nel centrodestra.
Un'offesa personale: la solidarietà a Meloni
Le parole di Pier Silvio Berlusconi sono state misurate ma ferme, tradendo un fastidio che va oltre la semplice solidarietà politica. "Io sono orgoglioso di essere italiano", ha esordito, commentando le continue provocazioni di Trump, che di recente aveva pubblicato sui social una foto di Meloni con la didascalia "Serve un ordine di restrizione" e in precedenza aveva raccontato di essere stato "supplicato" dalla premier per una foto al G7, circostanza smentita da Palazzo Chigi.
"Quanto detto da Trump è una cosa che mi ha toccato, mi ha profondamente infastidito", ha proseguito Berlusconi, spiegando le ragioni di un risentimento che ha assunto i contorni di una questione identitaria. "Mi sono sentito offeso perché è ingiusto, offeso da italiano. Quindi tutto il mio appoggio a Meloni".
L'ad di Mfe ha voluto sottolineare la difficoltà del compito che la premier si trova ad affrontare, cercando un difficile equilibrio tra la fedeltà all'alleanza atlantica e la difesa delle posizioni europee. "Io stimo il nostro primo ministro e penso che, vista la situazione e visto il personaggio con cui abbiamo a che fare, meglio di così sarebbe difficile fare", ha osservato, riferendosi alla necessità di "trovare un equilibrio tra una posizione giusta con gli Stati Uniti ma non mollare il punto sulle posizioni europee".
Un plauso, quello di Berlusconi, che arriva mentre il governo italiano, attraverso le parole del ministro degli Esteri Antonio Tajani, ha scelto la via della non escalation, decidendo di non rispondere più alle provocazioni del presidente americano per preservare i rapporti bilaterali.
Vannacci, il comunicatore efficace: "Ma aspettiamo il programma"
Se sul fronte internazionale Pier Silvio Berlusconi è stato categorico, la posizione sul generale Roberto Vannacci, leader del movimento Futuro Nazionale, si è rivelata più sfumata e attendista. Alla domanda sulla possibilità che l'ex militare entri ufficialmente nella coalizione di centrodestra in vista delle prossime elezioni, Berlusconi ha risposto con la cautela di chi non vuole bruciare i ponti, ma anche con la schiettezza di chi non ha gradito la propaganda finora messa in campo.
"L'Italia non è nuova a fenomeni che dal nulla crescano a livello politico", ha esordito, riconoscendo però al generale un'indubbia capacità comunicativa. "È un bravo comunicatore, è efficace", ha ammesso, allontanando le suggestioni di un veto preconcetto che era invece parso trapelare in passato dalle posizioni della sorella Marina.
Il discrimine, per Berlusconi, sarà il programma elettorale. Pur ammettendo che le attuali dichiarazioni del generale "non sono coerenti con il pensiero mio di ciò che deve essere il centrodestra", ha voluto distinguere tra la propaganda e la realtà dei fatti. "La propaganda è propaganda e Vannacci lo sa molto bene", ha tagliato corto, aggiungendo che "la coerenza con il programma del centrodestra" si potrà giudicare solo quando il movimento presenterà le sue proposte concrete.
Una posizione che di fatto lascia aperta una porta, affidando a Giorgia Meloni la scelta finale: "Meloni prenderà la decisione migliore", si è limitato a dire, precisando di non voler dare consigli né al governo né a Forza Italia, che "deciderà in piena autonomia".
Forza Italia e la stagione televisiva tra conferme e novità
Nel discorso di Pier Silvio Berlusconi non è mancato un passaggio sulla situazione interna a Forza Italia, il partito fondato dal padre Silvio. Pur esprimendo parole di stima per l'operato del segretario Antonio Tajani, l'ad di Mfe ha lanciato un messaggio chiaro: è necessario innovare. "Tajani fin qui ha lavorato bene e il suo ruolo non è in discussione, ma il segretario deve innovare molto di più il partito con idee, programmi e facce nuove", ha dichiarato, citando nomi come Roberto Occhiuto e Paolo Zangrillo come espressioni di un ricambio generazionale da valorizzare.
Un'indicazione che suona come un monito a non adagiarsi sugli attuali risultati elettorali, considerati dalla famiglia Berlusconi inferiori al potenziale del partito.
La serata di Cologno Monzese, però, è stata anche l'occasione per fare il punto sull'industria televisiva. Pier Silvio Berlusconi ha rivendicato i risultati del gruppo, sottolineando i successi della "Ruota della Fortuna" con Gerry Scotti, definito "l'asse centrale" di Canale 5, e annunciando il ritorno di altri classici come "Passaparola" e "Ok, il prezzo è giusto".
Tra le novità di palinsesto spiccano l'arrivo di Milo Infante su Rete 4 con un programma di approfondimento mattutino intitolato "Ore 11", la nuova avventura di Selvaggia Lucarelli alla guida dell'Isola dei Famosi, e una serie di seconde serate politiche su Canale 5 affidate a Bianca Berlinguer a partire da gennaio 2027.
Un futuro, quello del gruppo, che Berlusconi immagina sempre più europeo, con l'integrazione di Prosieben che "ha portato il fatturato da 2,6 a 6,5 miliardi" e l'obiettivo di esportare in Spagna e Germania il modello dei grandi eventi musicali e di intrattenimento che tanto successo riscuotono in Italia.




