Frida Kahlo e Diego Rivera, Netflix sviluppa una serie sul loro amore tempestoso
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Il colosso dello streaming ha messo in cantiere un ambizioso progetto dedicato alla relazione, tanto passionale quanto conflittuale, tra due icone dell'arte messicana del Novecento: Frida Kahlo e Diego Rivera. La serie, ancora in fase di sviluppo e priva di un Titolo definitivo, si propone di esplorare non solo il legame sentimentale che unì "la Paloma" e "l'Elefante" – così li chiamavano i genitori di lei, data la notevole differenza fisica – ma anche il contesto politico e sociale che fece da sfondo alla loro produzione artistica. Le riprese non hanno ancora una data d'inizio, così come è avvolto nel mistero il nome degli interpreti che daranno volto a due figure talmente mitizzate da rendere la scelta, a detta degli stessi registi, una sfida complessa.
A dirigere la narrazione saranno Patricia Riggen, regista di Dopesick - Dichiarazione di dipendenza e Tom Clancy's Jack Ryan, e Gabriel Ripstein, noto per Máquina: Il pugile e per la sua esperienza in Narcos. La produzione esecutiva porta la firma di Mónica Lozano per Alebrije Producciones, realtà con un pedigree di tutto rispetto che vanta collaborazioni in pellicole come Amores perros e Non si accettano resoconti. Alla scrittura, il team guidato da María Renée Prudencio lavorerà all'adattamento del romanzo Rien n’est noir della scrittrice francese Claire Berest, un'opera che ripercorre la vita intima e tormentata della pittrice. L'ambizione, per stessa ammissione di Carolina Leconte, vicepresidente dei contenuti per Netflix Messico, è quella di restituire un ritratto inedito, spogliando i due artisti dal alone del mito per mostrare la loro umanità più cruda e autentica, fatta di luce e ombre.
Un legame fatto di arte, tradimenti e ideologia
Il fulcro della narrazione sarà il rapporto tra Frida e Diego, un sodalizio artistico e sentimentale che attraversò fasi alterne, segnato da reciproche infedeltà e da una forte intesa creativa. La loro storia ebbe inizio ufficialmente nel 1928, quando la giovane Kahlo, allora ventunenne, gli chiese un parere sui suoi primi lavori, per poi convolare a nozze l'anno seguente. Il matrimonio, osteggiato dalla madre di lei, resistette fino al 1939, anno del divorzio, per essere poi celebrato nuovamente nel 1940. L'epoca in cui vissero, caratterizzata da profonde trasformazioni sociali nel Messico post-rivoluzionario, influenzò inevitabilmente la loro poetica, come spiegano i produttori: la serie mostrerà come il loro amore, i conflitti e il lavoro siano stati plasmati da quel clima di effervescenza culturale.
Lo sguardo dei registi tra Messico e prospettiva globale
Patricia Riggen, che da anni lavora prevalentemente all'estero, ha sottolineato l'importanza di tornare a girare in Messico per un progetto che sente visceralmente suo. La regista intende affrontare la vicenda con uno sguardo femminile e radicato nella cultura messicana, ma al contempo capace di parlare a un pubblico globale, esplorando la modernità di un rapporto così intenso e complesso. Gabriel Ripstein, dal canto suo, ha espresso il desiderio di superare la narrazione agiografica e scontata, per addentrarsi in una dimensione più irriverente e persino selvaggia, ma sempre profondamente rispettosa, con l'obiettivo di umanizzare i due protagonisti, mostrandone non solo il genio ma anche le contraddizioni e gli aspetti più deteriori.
Un investimento nel cinema messicano
Questa nuova produzione si inserisce in una strategia più ampia della piattaforma, che ha recentemente annunciato un investimento di un miliardo di dollari per i prossimi quattro anni in Messico. Un impegno economico che arriva in concomitanza con l'introduzione, da parte del governo messicano, di un importante incentivo fiscale del 30% per le produzioni cinematografiche, un passo significativo per attrarre capitali e progetti internazionali, al quale non è estranea la figura di Salma Hayek, già protagonista del film biopic Frida del 2002. L'operazione, dunque, mira a consolidare la presenza del colosso americano in un territorio culturalmente vivace, puntando su storie locali dal forte potenziale universale come quella di Frida Kahlo e Diego Rivera.




