Chivu e l'Inter senza margine di errore: "Squadra stanca, ma serve cattiveria"
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Redazione Sport
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Seattle – Cristian Chivu non nasconde la stanchezza di una squadra che, dopo nove mesi di competizione senza tregua, deve trovare le energie per un’ultima, decisiva sfida. L’Inter, reduce dal pareggio contro il Monterrey, non può permettersi passi falsi contro l’Urawa Reds nel Mondiale per Club. «Siamo alla fine di un percorso logorante, dove si è giocato ogni tre giorni», ammette l’allenatore nerazzurro, che tuttavia esclude alibi. «Ma ora serve più gioco e più cattiveria».
Lo stadio Lumen Field, tempio del football americano e sede della sfida, fa da sfondo a un’Inter costretta a rivedere rapidamente i propri schemi. Chivu, davanti alla stampa, alterna serietà e ironia – come quando cita la battuta di Luis Enrique sul voler una squadra «dominante», scambiandolo inizialmente per il giocatore Luis Henrique – ma il messaggio è chiaro: «Dominare è l’obiettivo di ogni allenatore, ma per ora concentriamoci sul presente».
La formazione, schierata con un 3-4-2-1 che il tecnico definisce «con due centrocampisti avanzati», riflette la necessità di adattarsi a un torneo che non perdona ritardi. «I miei giocatori sono evoluti, sanno interpretare diversi ruoli», sottolinea Chivu, evitando però di concedersi proiezioni azzardate. Quello che conta è la partita di domani, dove l’Inter dovrà dimostrare di aver assimilato le lezioni degli ultimi mesi.




