Temporali in arrivo sull’Emilia Romagna, allerta gialla della protezione civile per il Parmense e il Ferrarese

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La tregua dell’alta pressione, destinata a cedere il passo a una fase più turbolenta già nel corso della giornata odierna, lascia spazio all’irruzione di una perturbazione di origine centroeuropea che sta già imbiancando i radar meteorologici del Nord Italia. Dopo le intense grandinate che hanno interessato nelle scorse ore il Comasco, insieme a forti temporali sparsi tra Veneto e Lombardia, è ora l’Emilia Romagna a trovarsi sulla traiettoria di questi fronti instabili. Il meccanismo che innesca questi violenti fenomeni, come spiegano i bollettini specialistici, risiede nell’eccezionale accumulo di calore registrato nei giorni precedenti: con temperature comprese tra gli 8 e i 10 gradi sopra la media stagionale, le pianure del settentrione hanno immagazzinato un quantitativo di energia disponibile (CAPE) paragonabile a quello di una normale giornata di inizio giugno, bastando una semplice “coda” di aria fresca per far scattare la cosiddetta miccia temporalesca.

Le aree colpite e l’intensità dei fenomeni tra pianura e rilievi

Nel dettaglio delle previsioni, e stando ai dati resi disponibili nella mattinata di domenica 19 aprile, le aree che stanno subendo la maggiore pressione atmosferica sono quelle situate tra il Parmense e il Ferrarese, con strascichi significativi che si estendono fino al Bolognese. I meteorologi avvertono che questi temporali, a carattere di rovescio o di nube a sviluppo verticale, non saranno fenomeni isolati di poco conto: possono essere accompagnati da forti raffiche di vento, una caratteristica tipica dei downdraft, e da precipitazioni di grandine anche di dimensioni consistenti, tali da imbiancare il suolo in pochi minuti. Non si tratta di un semplice peggioramento, quanto piuttosto di una prima vera “passata temporalesca” che segna la fine dell’apparente calma primaverile, portando con sé il rischio di allagamenti localizzati e danni alle colture proprio nelle zone rurali della Bassa.

Allerta meteo, i dettagli dell’allerta gialla di Arpae

In risposta a questa evoluzione, l’Agenzia regionale per la prevenzione, l’ambiente e l’energia (Arpae), operando di concerto con la Protezione Civile, ha diramato un’allerta meteo di colore giallo, la quale indica una criticità ordinaria ma non per questo trascurabile. Questa misura, attiva per l’intera giornata di domenica, interessa in particolare le province di Bologna, Ravenna, Forlì-Cesena, Rimini e parte di quella di Ferrara, con un’attenzione specifica rivolta ai rilievi del settore centro-orientale. È proprio lungo la fascia collinare e montana, spiegano gli esperti, che gli effetti potrebbero rivelarsi più tangibili: oltre ai disagi legati ai fulmini e alla visibilità ridotta, si prevedono occasionali fenomeni di ruscellamento delle acque, frane limitate su versanti già resi fragili dalla conformazione del terreno e improvvisi innalzamenti dei livelli idrometrici del reticolo minore, quei piccoli canali e fossi che solitamente lambiscono le strade secondarie.

L’evoluzione regionale e le zone escluse dai fenomeni

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare osservando il cielo oscurarsi, il maltempo non colpirà in modo omogeneo l’intera regione; anzi, si tratterà di un episodio molto localizzato. La perturbazione, che nella notte ha già scaricato i primi accumuli significativi – come i 16 millimetri registrati a Rugarlo – sembra prediligere l’entroterra e le zone pedemontane, lasciando invece in una condizione di relativa tregua le località strettamente costiere e il crinale appenninico più occidentale. La situazione, spiegano i bollettini, è in continua evoluzione: mentre nel corso del pomeriggio i fenomeni potrebbero estendersi verso i settori romagnoli, dalla serata è previsto un temporaneo miglioramento, sebbene con una ripresa della nuvolosità già a partire dalla notte. Per chi risiede nelle zone indicate, è fondamentale mettere in atto le consuete misure di autoprotezione prestate a oggetti sensibili al vento o a possibili allagamenti, evitando soprattutto i sottopassi nelle aree di pianura dove l’acqua potrebbe accumularsi rapidamente.

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