La Fiorentina trema ma passa, Vanoli: “Mai sofferto così, sarà una lezione”
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Redazione Sport
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Sembrava una formalità, dopo il netto 3-0 dell’andata in terra polacca, e invece per la Fiorentina la qualificazione agli ottavi di finale di Conference League si è trasformata in una notte da incubo, seppur a lieto fine. Al cospetto di uno Jagiellonia Bialystok trascinato dal diciannovenne Bartosz Mazurek – autore di una tripletta che per lunghi tratti ha fatto tremare il Franchi – la squadra di Paolo Vanoli ha sfiorato quella che sarebbe stata una rimonta storica, salvandosi solamente ai tempi supplementari grazie alle reti di Nicolò Fagioli e a un’autorete che hanno spentato il 4-2 finale per gli ospiti. Un passaggio del turno soffertissimo, il quarto consecutivo per i viola nella competizione, che lascia però più di un rammarico e tante amarezze in casa gigliata.
La serata era iniziata con scelte di formazione che portavano già in sé il germe del turnover, con un occhio di riguardo alla prossima sfida di campionato contro l’Udinese. L’undici iniziale proposto da Vanoli, che schierava Dodo come esterno d’attacco alto e lasciava in panchina elementi del calibro di De Gea e Fagioli, non ha retto l’urto della disperazione polacca. La squadra è apparsa subito molle e impaurita, e il giovane Mazurek ne ha approfittato al 23’, insaccando di precisione. Prima dell’intervallo, un’altra disattenzione difensiva, con una deviazione sfortunata di Comuzzo, ha regalato al classe 2007 il secondo gol personale. E al quarto minuto della ripresa, complice anche l’uscita per infortunio del portiere Lezzerini, sostituito da un De Gea tutt’altro che irresistibile, la tripletta del baby prodigio polacco ha materializzato il 3-0 che riportava la sfida in perfetta parità, riscrivendo completamente la sceneggiatura della doppia sfida e facendo piombare lo stadio in un silenzio irreale.
La reazione della Fiorentina è arrivata solo a partita ormai stravolta, quando Vanoli ha gettato nella mischia Fagioli, Kean e Solomon. L’ingresso del numero 14 ha ridato geometrie e personalità al centrocampo, ma il gol che valeva la qualificazione è arrivato solo al 107’, quando Fagioli ha punito con un pallonetto una sciagurata uscita del portiere avversario Abramowicz. Pochi minuti dopo, un tiro di Kean deviato da Romanczuk ha fissato il momentaneo 2-3, facendo esplodere la gioia sugli spalti. Tuttavia, l’incubo non era del tutto terminato: nel finale, una papera incredibile di De Gea su un tiro da lontanissimo ha permesso a Imaz di siglare il definitivo 4-2, un risultato che non cambiava l’esito del doppio confronto ma che certificava la serataccia dei viola.
“È successo ciò che non volevo, ossia arrivare ai supplementari – ha commentato a caldo un Paolo Vanoli visibilmente provato ai microfoni di Sky Sport – e non volevo buttare via energie in questa maniera, ma dobbiamo capire che qualsiasi risultato ottieni all’andata, sei sempre obbligato a giocare il ritorno”. L’allenatore non ha nascosto le difficoltà, parlando chiaramente di una lezione da imparare per la sua squadra: “Abbiamo passato il turno con grandissima difficoltà, penso che questa sarà una lezione importante. I primi quarantacinque minuti siamo entrati in campo con il risultato dell’andata nella testa e ce la siamo complicata da soli. Ora testa concentrata all’Udinese, che sarà una gara complicata”.




