Trepy si risveglia dal coma: l'attaccante del Cagliari resta sotto osservazione
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Redazione Sport
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Arrivano finalmente notizie incoraggianti sulle condizioni di Yael Trepy, l'attaccante del Cagliari ricoverato in terapia intensiva all'ospedale Santissima Annunziata di Sassari dopo il principio di annegamento in piscina. A più di 48 ore dall'incidente, il classe 2006 si è risvegliato dal coma farmacologico ed è stato estubato, un passo avanti importante dopo le ore di grande apprensione vissute dal club e dalla famiglia.
Lo certifica l'ultimo bollettino dell'Aou di Sassari, che ha diffuso nella tarda mattinata di oggi l'aggiornamento tanto atteso: il ragazzo è vigile, collaborante e, allo stato attuale, non presenta deficit neurologici evidenti, una notizia che ha spazzato via i timori più cupi legati alle possibili conseguenze dell'incidente.
Il personale medico ha potuto constatare una piena ripresa dello stato di coscienza al termine della graduale riduzione della sedazione, procedura che ha richiesto diverse ore e che ha preceduto l'estubazione, permettendo al giovane calciatore di ricominciare a respirare autonomamente.
Il risveglio e la richiesta del ragazzo
Il momento del risveglio, come raccontato da fonti vicine alla famiglia, è stato carico di emozione: Yael Trepy ha aperto gli occhi ritrovando tra le braccia sua madre, accorsa in Sardegna direttamente da Parigi non appena appresa la notizia del grave incidente. Con un filo di voce, ancora provato dalla lunga sedazione e dallo sforzo fisico sostenuto dall'organismo, il ragazzo ha subito chiesto di poter tornare ad allenarsi per la squadra dove gioca da quando aveva 16 anni, un pensiero che conferma l'attaccamento al club e la voglia di riprendere in mano la propria carriera.
Questo gesto, unito alla risposta positiva ai test neurologici effettuati dai medici, rappresenta un segnale estremamente significativo per il Cagliari, che aveva atteso con ansia l'evoluzione della situazione dopo il drammatico pomeriggio di domenica scorsa.
La società rossoblù, attraverso il presidente Tommaso Giulini, ha già annunciato la volontà di tenere un bollettino ufficiale congiunto con lo staff medico nel corso del pomeriggio per fornire ulteriori dettagli sulle condizioni del 20enne calciatore francese, una misura che testimonia la trasparenza e la vicinanza dell'intero ambiente al giovane talento.
L'incidente nella piscina di Baja Sardinia
L'episodio che ha portato al ricovero in condizioni critiche si è verificato domenica scorsa nella piscina di un'abitazione privata situata nella località turistica di Baja Sardinia, dove Trepy si trovava in compagnia di alcuni amici e compagni di squadra per trascorrere un pomeriggio di relax durante il periodo di sosta estiva.
Secondo quanto ricostruito dalle forze dell'ordine, che hanno avviato immediatamente gli accertamenti del caso, l'incidente si sarebbe verificato nel punto in cui la vasca raggiunge la profondità di circa due metri, una circostanza che ha reso più complesse le operazioni di soccorso da parte dei presenti.
La dinamica esatta resta ancora al vaglio della squadra mobile di Sassari, che ha effettuato sopralluoghi nella villa per acquisire tutti gli elementi utili a chiarire l'accaduto e per escludere eventuali responsabilità terze, sebbene al momento non emergano ipotesi diverse da quella di un tragico malore o di un improvviso calo di forze in acqua.
L'intervento tempestivo dei sanitari e il successivo trasporto d'urgenza al nosocomio sassarese hanno permesso di evitare il peggio, ma le attenzioni restano massime vista la delicatezza del quadro clinico iniziale, che aveva imposto il ricovero in terapia intensiva e la sospensione delle funzioni vitali in via farmacologica per proteggere il cervello da eventuali danni ipossici.
La carriera di Yael Trepy tra primavera e prima squadra
Yael Trepy, classe 2006, è considerato uno dei prospetti più interessanti del vivaio del Cagliari, avendo compiuto tutta la trafila nelle giovanili del club sardo fino all'esordio in prima squadra, avvenuto lo scorso gennaio in un momento delicato della stagione. Il suo percorso è già costellato da successi importanti, tra cui spicca la vittoria della Coppa Italia con la formazione Primavera nel 2025, un trofeo che ha impreziosito il suo curriculum e che lo aveva proiettato verso un ruolo sempre più centrale nelle gerarchie della rosa allenata da Claudio Ranieri.
La sua capacità di adattarsi ai diversi ruoli dell'attacco e la rapidità nell'inserirsi negli schemi tattici lo avevano reso una risorsa preziosa, tanto che il club stava valutando con attenzione il suo impiego nella prossima stagione, un progetto che ora dovrà fare i conti con i tempi di recupero e con le necessarie verifiche cliniche che accompagneranno il suo ritorno all'attività agonistica.
Il fatto che al risveglio il ragazzo abbia manifestato una piena lucidità e la volontà di rimettersi subito a disposizione della squadra è un indicatore positivo per i medici, che potranno ora procedere con una serie di esami strumentali per monitorare l'evoluzione delle sue funzioni cognitive e motorie prima di autorizzare qualsiasi tipo di sforzo fisico.
Le indagini della squadra mobile e il ruolo della famiglia
La squadra mobile di Sassari sta portando avanti con scrupolo gli accertamenti delegati dalla procura, cercando di ricostruire minuziosamente i momenti precedenti e successivi all'immersione che ha causato il principio di annegamento. Gli investigatori hanno ascoltato i testimoni presenti all'interno della proprietà di Baja Sardinia, acquisendo le loro versioni per verificare la coincidenza con le prime evidenze emerse sul posto, mentre i tecnici hanno esaminato le caratteristiche della piscina e la posizione esatta in cui è avvenuto il malore.
L'attenzione degli inquirenti si concentra sulla possibilità che un improvviso malessere abbia colto il calciatore mentre si trovava nella parte più profonda della vasca, anche se non vengono escluse altre piste come un trauma cranico accidentale o un'eccessiva stanchezza dovuta agli intensi carichi di lavoro della preparazione estiva.
La famiglia, rappresentata dalla madre giunta in Sardegna, ha espresso fiducia nel lavoro delle autorità e ha ringraziato lo staff medico del Santissima Annunziata per la professionalità dimostrata in queste ore complicate, sottolineando come il sostegno ricevuto dal club e dai tifosi sia stato un pilastro fondamentale per affrontare l'angoscia dei momenti peggiori.
Il presidente Giulini, che ha seguito la vicenda in prima persona sin dal primo momento, ha già programmato una visita in ospedale per portare il proprio sostegno al ragazzo e alla famiglia, auspicando una rapida e piena guarigione che gli consenta di tornare presto a calcare i campi da gioco.
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