Vandalismo nelle elezioni russe, l'Occidente accusato
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Redazione Esteri
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Le elezioni russe sono state segnate da una serie di atti di vandalismo in 29 seggi, distribuiti in 20 regioni del paese. Secondo quanto riportato dalla presidente della Commissione elettorale centrale, Ella Pamfilova, in 20 seggi è stato versato inchiostro nelle urne, in otto si sono registrati tentativi di appiccare le fiamme e in uno è stato lanciato un fumogeno.
Accuse all'Occidente
La portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha puntato il dito contro i Paesi occidentali. Secondo Zakharova, questi Paesi avrebbero incitato i cittadini russi a compiere atti di vandalismo ai seggi e i diplomatici di questi Paesi a Mosca avrebbero fatto "di tutto per interferire nel voto". L'Occidente "è semplicemente passato ad attività estremiste", ha aggiunto la portavoce.
Voto a domicilio nei villaggi di montagna del Daghestan
Nelle elezioni presidenziali russe, nei villaggi di montagna del Daghestan, gli scrutatori hanno portato le schede a domicilio sulle impervie stradine di Kunchi. A Vladikavkaz, invece, gli elettori sono stati intrattenuti da un gruppo di danza tradizionale, fuori dal seggio, allestito in una antica torre.




