La corsa Champions si restringe: per un solo posto si sfidano Juventus, Como, Roma e Atalanta
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Redazione Sport
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Quella che sembrava una partita a tre, con le prime della classe già proiettate verso il prossimo anno europeo, si è improvvisamente trasformata in un testa a testa da quattro per un unico traguardo. Lo stop della Juventus – l’ennesimo, a dirla tutta – unito alle vittorie di Milan e Napoli, ha riaperto scenari che molti davano per archiviati, riaccendendo i riflettori su quel quarto posto che vale l’accesso alla Champions League e, con esso, un flusso di ricavi economici difficilmente eguagliabile per i bilanci delle inseguitrici. In attesa dei risultati delle gare in programma oggi, domenica 22 marzo, la percezione è che il vantaggio accumulato dalle prime tre sia tale da restringere il discorso a un’unica casella disponibile, contesa da ben quattro società.
Un calendario da decifrare e i rigori che pesano come macigni
La Signora, in questa fase, sembra essersi trasformata in un ufficio complicazioni: i due rigori sbagliati allo Stadium – il primo contro il Lecce calciato da David, il secondo due sere fa contro il Sassuolo affidato a Locatelli – le sono costati complessivamente quattro punti, un’emorragia preziosa in un momento in cui ogni singolo risultato assume un peso specifico enorme. E mentre la Vecchia Signora cerca di uscire da questa spirale di incertezza, a tenere banco è anche la situazione di chi le sta alle calcagna. Il Como, ad esempio, si trova in una posizione paradossale: il distacco dalla Juventus è di tre punti, ma in realtà equivale a quattro, perché la squadra di Fabregas ha vinto entrambi gli scontri diretti, un dettaglio che in caso di arrivo in parità la proietterebbe automaticamente davanti ai bianconeri. Una situazione speculare, seppur con dinamiche diverse, riguarda la Roma, attualmente a pari punti proprio con i lariani.
Roma, il doppio impegno e la continuità come termometro
Per i giallorossi, reduce dalla brutta battuta d’arresto proprio contro il Como, il discorso si fa ancora più complesso perché il calendario non è l’unico nemico. La squadra capitolina è chiamata a gestire un doppio binario faticoso: da un lato il proseguimento in Europa League, con il ritorno degli ottavi in programma giovedì contro il Bologna, dall’altro la necessità di risalire la china in campionato dove la classifica, cortissima, non concede più margini di errore. Se si prova a cercare un filo conduttore che leghi le ambizioni di queste quattro contendenti, la parola chiave che emerge con prepotenza è “continuità”. Prestazioni, lucidità, cinismo: sono tutti termini accettabili per descrivere ciò che serve, ma è proprio nella capacità di mantenere un rendimento costante che si gioca la possibilità di aggrapparsi a quell’ultimo treno per la massima competizione europea.
I conti in tasca alle inseguitrici e l’incognita delle soste
Cala intanto il sipario sulla trentesima giornata di campionato, quella che ha ufficialmente dato il via alla sosta per le nazionali. Tutti gli occhi saranno ora puntati sulla nazionale di Gattuso, attesa giovedì dal play-off contro l’Irlanda del Nord, ma è evidente che al rientro dalle convocazioni il campionato potrà regalare ancora sorprese e rimonte. Per Juventus, Como, Roma e Atalanta – quest’ultima inserita a pieno Titolo nel gruppone – il destino sembra legato a un insieme di variabili sottili: gli scontri diretti già archiviati, i calendari rimanenti da confrontare e, non ultima, la tenuta psicologica di gruppi che sanno di non potersi permettere altri passi falsi. In un contesto dove ogni punto può cambiare le sorti di tutte e tre le dirette concorrenti, la pausa rappresenta una sosta ingannevole: un attimo di respiro prima di una volata che si preannuncia serrata, fatta di numeri e di partite che, una alla volta, decreteranno chi potrà sognare le notti europee e chi invece dovrà accontentarsi di un palcoscenico minore.




