Juventus, sette punti tra Lazio, Udinese e Venezia: così la Champions è alla portata
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Redazione Sport
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La Juventus, dopo il pareggio per 1-1 contro il Bologna, chiude la 35ª giornata di Serie A al quarto posto, aggrappata a un obiettivo che fino a qualche mese fa sembrava scontato ma che ora si gioca in un vortice di equilibri precari. Con soli tre turni rimasti, i bianconeri sono appaiati a 63 punti con Roma e Lazio, mentre il Bologna – che pure ha dimostrato di non essere un avversario da sottovalutare – segue a un solo punto di distanza. Una situazione che costringe a fare i conti con scenari imprevedibili, dove ogni risultato può ribaltare le gerarchie in poche ore.
Igor Tudor, sulla panchina juventina, ha davanti a sé una sfida doppia: quella sportiva, contro avversari diretti, e quella mentale, perché evitare di cadere nella trappola dei calcoli algebrici sarà cruciale. Ma se la squadra può permettersi di non guardare la classifica, lo stesso non vale per la tifoseria, che nei prossimi 270 minuti di campionato scoprirà se il prossimo anno si parlerà di Champions, Europa League, Conference o addirittura di un deserto europeo. Un’eventualità che, per un club abituato a competere ai massimi livelli, suonerebbe come una sconfitta.
La Lazio, dopo un girone d’andata esaltante, ha visto sfumare parte del vantaggio accumulato, mentre la Roma – partita con ambizioni ben diverse – è riuscita a rientrare in corsa nonostante un novembre da incubo. E poi c’è il Bologna, la vera sorpresa di questa stagione, che con cinque vittorie e tre pareggi nelle ultime nove partite (unica sconfitta contro l’Atalanta) si è ritagliato un ruolo da protagonista. Se lo scorso anno la qualificazione in Champions arrivò quasi per caso, stavolta Thiago Motta e i suoi l’hanno cercata con convinzione.
L’Atalanta, intanto, sembra aver messo una seria ipoteca sul terzo posto, ma il suo scontro diretto con la Roma potrebbe avere ripercussioni decisive per tutte le altre. Per Bergamo, vincere significherebbe non solo consolidare la posizione, ma anche complicare ulteriormente la vita alle inseguitrici. Intanto, la Fiorentina – ferma a 59 punti – e il Milan, più indietro, restano in attesa di uno scivolone altrui, consapevoli che ormai la partita si gioca altrove.




