Ducati e Honda brillano, Yamaha ferma ai box: i test di Sepang accendono la MotoGP 2026
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Redazione Sport
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Le prime immagini della nuova stagione, che si delineano sui polverosi tracciati malesi di Sepang, svelano un panorama già movimentato e ricco di indicazioni. Francesco Bagnaia, al comando della Ducati GP26, ha espresso un chiaro senso di sollievo dopo le prime uscite, sottolineando come il feeling con la moto sia stato immediato, un aspetto non scontato quando si tratta di un mezzo inedito. «Sono sollevato, con la moto nuova mi sono trovato subito bene», ha dichiarato il pilota torinese, che ha poi aggiunto, con la passione di chi vive questo sport in ogni istante: «Ricominciare è fantastico, quello che ti dà la MotoGP è incredibile. Oggi me la sono goduta alla grande». I tecnici di Borgo Panigale, dal canto loro, hanno potuto raccogliere feedback precisi durante le numerose uscite, sia con gomme a mescola media che soft, confermando i progressi, specialmente in quelle fasi delicate di staccata e ingresso curva che nell’annata precedente rappresentavano un punto di attenzione.
L'ombra di un problema tecnico frena le Yamaha
Se da un lato c'è chi corre e si adatta con rapidità, dall'altro c'è chi è costretto a un forzato e frustrante arresto. La seconda giornata di test, infatti, è stata segnata dall'assenza totale delle Yamaha in pista, una decisione presa in via del tutto precauzionale dalla casa di Iwata dopo che un problema tecnico, emerso ieri sulla M1 V4 di Fabio Quartararo e del tutto indipendente dalla sua caduta in curva 5, ha richiesto analisi approfondite. La situazione, di cui si attendono sviluppi, ha di fatto bloccato in garage non solo l’ex campione del mondo, impegnato a recuperare il tempo prezioso perduto per essere pronto al test di Buriram, ma anche tutto il resto della pattuglia: Alex Rins, i piloti del team Pramac e persino i collaudatori, costretti a un'attesa che pesa come un macigno in un calendario così compresso.
Honda in rimonta e i tempi promettenti della mattina
Nel vuoto lasciato dalle Yamaha e mentre le altre officine continuavano il loro lavoro, i riflettori si sono naturalmente accesi su chi è riuscito a marcare terreno. Nella sessione mattutina, prima dello stop generale per alcune squadre, a stupire è stata la Honda, la cui apparente rimonta viene incarnata da un sorprendente Joan Mir. Lo spagnolo, infatti, ha conquistato la vetta della classifica temporanea con un giro in 1'56"874, un tempo che, avvicinandosi al record del circuito, offre una concreta speranza di riscatto per la casa alata. Alle sue spalle si è piazzato Franco Morbidelli, il quale, in sella alla Ducati GP25 del team Pertamina Enduro VR46, ha fatto segnare un 1'56"983, precedendo di pochissimo il compagno Fabio Di Giannantonio sulla GP26 ufficiale, a dimostrazione di come il pacchetto Ducati, in qualsiasi versione, resti un punto di riferimento assoluto.
L'attesa per la ripartenza e il valore dei test
Il lavoro in pista, quando si interrompe per questioni tecniche, diventa subito ansia e calcolo del tempo che fugge. L’incertezza sul momento in cui le Yamaha potranno tornare a girare, infatti, getta un'ombra sulla programmazione di questi test collettivi, fondamentali per tarare le nuove moto e consolidare le sensazioni dei piloti. Ogni giro perduto, in questa fase, è un dato in meno per gli ingegneri e un’esperienza in meno per gli uomini in sella, in una corsa contro il tempo che non ammette ritardi. Mentre si attendono notizie dai box della squadra blu, il resto del paddock prosegue la sua meticolosa raccolta di informazioni, sapendo che ogni millesimo, ogni sensazione, e purtroppo ogni intoppo, scrivono già le prime righe di un campionato che promette battaglie serrate.




