DiscoverEu 2026, al via il bando per i pass Interrail gratuiti: ecco chi può fare domanda

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Non occorre essere figli di un magnate delle ferrovie né vincere a una lotteria per attraversare il continente in lungo e in largo, zaino in spalla e finestrino come unico schermo. Da questa mattina, mercoledì 8 aprile, esattamente dalle 12:00, l’Unione Europea ha riattivato il meccanismo dei sogni su rotaia. Si chiama DiscoverEU, ed è quella parte del programma Erasmus+ che, a conti fatti, trasforma l’interrail da lusso per pochi a diritto di scoperta per molti. I neo maggiorenni, o meglio, coloro che sono nati tra il primo luglio 2007 e il 30 giugno 2008, hanno davanti a sé una finestra di quindici giorni – la scadenza è fissata per le 12:00 del 22 aprile 2026 – per aggiudicarsi uno dei 40.000 pass ferroviari messi in palio dalla Commissione Europea.

Spostarsi in treno, si sa, ha un che di romantico se si guarda fuori; ma ha anche un’impronta di carbonio decisamente ridotta, e questo alla burocrazia di Bruxelles importa eccome. I fortunati che supereranno la selezione non riceveranno soltanto un biglietto digitale, ma una vera e propria licenza di esplorazione valida per un massimo di trenta giorni, da consumare in un arco temporale piuttosto ampio che va dal primo luglio 2026 fino al trenta settembre 2027. Non si tratta, badiamo bene, di un viaggio organizzato: ognuno cuce la propria rotta. Si può scegliere di seguire la rotta culturale già tracciata dall’iniziativa, che privilegia architettura, musica e teatro, oppure decidere di improvvisare, puntando il dito su una cartina geografica.

Chi può candidarsi e come funziona il quiz selettivo

Il bando, va detto, non è una corsa a chi clicca prima, ma una prova di conoscenze. Per candidarsi è necessario collegarsi al Portale Europeo della Gioventù, dove oltre ai dati anagrafici (e al numero del documento, che sia carta d’identità o passaporto) i ragazzi dovranno cimentarsi in un questionario. Si compone di cinque domande a risposta multipla incentrate sull’Unione Europea, affiancate da una sesta domanda – quella decisiva – che funge da spareggio in caso di parità nei punteggi. In sostanza, non basta avere la maggiore età: bisogna dimostrare di avere una certa dimestichezza con le istituzioni comunitarie o, quantomeno, la curiosità di conoscerle.

A fare da sfondo a questa tornata di candidature c’è la Settimana Europea della Gioventù 2026, che prenderà il via il 24 aprile, due giorni dopo la chiusura del bando. Un tempismo che non è certo casuale, considerando che l’obiettivo dichiarato è quello di avvicinare i cittadini più giovani al progetto continentale. E il progetto, per l’Italia, ha un peso specifico non indifferente: su quei 40.000 pass totali, quasi 5.000 sono riservati ai ragazzi italiani, un numero che riflette la proporzione demografica e che conferma il nostro Paese come uno dei principali bacini di partecipazione.

Destinazioni e inclusione: i paesi coperti dal pass DiscoverEU

Ma dove si può andare, esattamente, con questo benedetto pass? La geografia del programma è volutamente ampia. Si possono attraversare i confini di tutti i Ventisette Stati membri, ma la lista si allarga considerevolmente includendo i paesi associati a Erasmus+. Parliamo dell’Islanda, del Liechtenstein, della Macedonia del Nord, della Norvegia, della Serbia e della Turchia. Chi si aspetta solo capitali classiche, insomma, ha a disposizione anche scorci nordici e balcanici. L’Ue ha pensato anche a chi vive in zone disagiate: sono previste clausole speciali per residenti di isole, regioni ultraperiferiche o territori remoti, i quali potrebbero usufruire di deroghe sui mezzi di trasporto laddove il treno non sia fisicamente raggiungibile.

Non manca poi un occhio di riguardo per l’inclusione sociale. I partecipanti con disabilità, problemi di salute certificati o provenienti da contesti socioeconomici svantaggiati riceveranno un sostegno aggiuntivo. Questo può tradursi nella possibilità di farsi accompagnare da un’altra persona – che magari ha superato i 18 anni – o nell’accesso a finanziamenti straordinari per coprire le spese vive. Si tratta di dettagli non secondari, che trasformano l’iniziativa da semplice omaggio turistico a strumento concreto di mobilità sociale.

La procedura pratica e il valore del pass ricevuto

Una volta selezionati, i giovani viaggiatori riceveranno un pass digitale integrato con una card sconti. Quest’ultima, va precisato, non serve per viaggiare gratis (quello lo fa già il pass), ma per accedere a riduzioni su ostelli, musei, trasporti locali o ristoranti nei paesi attraversati. Si viaggia in seconda classe, seguendo la vocazione green del programma, ma chi proviene da isole o zone ultraperiferiche potrà utilizzare traghetti o aerei per raggiungere la terraferma, prima di salire effettivamente sul binario giusto.

La domanda va presentata individualmente, ma c’è spazio anche per la socialità. Si può fare richiesta come gruppo, fino a un massimo di cinque persone, purché tutti i membri rispettino gli stessi criteri anagrafici e di residenza. In questo caso, un unico capogruppo compila il modulo e il quiz, mentre gli altri si limitano a validare la loro partecipazione inserendo il codice ricevuto. Un meccanismo che evita di moltiplicare la burocrazia e che incoraggia le comitive di amici a mettersi in gioco. Al termine della finestra di selezione, gli esiti verranno comunicati direttamente ai candidati; a quel punto, non resterà che organizzare le tappe e contare i giorni che mancano alla partenza.

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