Aumenti per le pensioni minime nel 2025
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Redazione Economia
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Il testo della Manovra 2025, recentemente depositato alla Camera, prevede un incremento delle pensioni minime a partire da gennaio. Questo aumento, sebbene modesto, rappresenta un tentativo del governo di adeguare gli importi erogati all'inflazione, che si attesta intorno all'1%. Tuttavia, l'incremento previsto per il prossimo anno è di soli 3 euro al mese, portando l'importo delle pensioni minime da 614,77 euro a 617,88 euro. Questo aumento, pari a 10 centesimi al giorno, risulta inferiore rispetto al rialzo del 2,7% previsto per il 2024, che scadrà alla fine dell'anno in corso.
La nuova disposizione prevede un incremento di 2,2 punti percentuali per il 2025 e di 1,3 punti percentuali per il 2026. Questo significa che, nonostante l'aumento nominale, il potere d'acquisto delle pensioni minime potrebbe rimanere invariato o addirittura diminuire, considerando l'inflazione dei beni di largo consumo. La misura, espressa in modo complesso nel testo della manovra, rimanda alla legge 197 del 2022, che stabiliva un incremento straordinario del 2,7% per far fronte all'elevata inflazione.
Il Consiglio dei Ministri ha recentemente approvato la manovra economica 2025, che inizierà il suo iter parlamentare ai primi di novembre, con l'obiettivo di ottenere l'approvazione finale entro la fine dell'anno. Tuttavia, la manovra non introduce cambiamenti significativi in ambito previdenziale, limitandosi a pochi interventi e rinunciando a una riforma previdenziale di ampio respiro. Questo approccio ha suscitato critiche da parte di alcuni osservatori, che ritengono necessario un intervento più coraggioso per affrontare le sfide del sistema pensionistico italiano.
L'aumento delle pensioni minime previsto per il 2025, sebbene rappresenti un tentativo di adeguamento all'inflazione, risulta insufficiente per migliorare significativamente il potere d'acquisto dei pensionati.




