Forte dei Marmi, notti da 'mille e una notte': furti e rapine prendono di mira le ville del lusso

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La Versilia, quella glamour e patinata che attrae facoltosi turisti in cerca di riservatezza, sta vivendo un weekend di fuoco sul fronte della criminalità predatoria. Nella notte tra venerdì e sabato, un commando di ladri – ritenuti dagli investigatori veri e propri professionisti – ha colpito con precisione chirurgica una lussuosa villa situata nel quartiere di Roma Imperiale, approfittando dell'assenza dei proprietari, una famiglia originaria dell'Est Europa. Il blitz, scattato intorno alle quattro del mattino, ha avuto come obiettivo una cassaforte che i malviventi sono riusciti ad aprire, ripulendola di denaro contante e oggetti preziosi in oro; il valore del bottino, ancora in fase di quantificazione ufficiale da parte degli inquirenti, si aggirerebbe secondo le prime stime tra un milione e due milioni di euro, una cifra che testimonia la conoscenza approfondita del bersaglio da parte degli esecutori.

L’ombra della ‘soffiata’ e gli uomini d’oro

Ciò che emerge dalle prime ricostruzioni, incrociate con le immagini delle telecamere di sorveglianza che i carabinieri stanno setacciando, è la spiccata abilità tecnica dimostrata dalla banda. Non si è trattato di un furto improvvisato: i malviventi hanno eluso i sistemi di allarme e si sono diretti a colpo sicuro verso il denaro e l’oro, senza frugare in modo disordinato nel resto dell'abitazione. Questa dinamica ha immediatamente fatto scattare l’ipotesi – caldeggiata dagli stessi inquirenti – della cosiddetta "soffiata"; è probabile che i ladri conoscessero l’esistenza e l’ubicazione della cassaforte, magari segnalata da qualcuno vicino all’ambiente della vittima o da precedenti recensioni della proprietà affittata per le vacanze. La scoperta del furto, avvenuta solo diverse ore dopo il colpo, è stata fatta dai proprietari al loro rientro in casa, i quali hanno trovato la cassaforte violata e il contenuto completamente asportato.

La notte successiva: quando la villa non è vuota

Se nel primo episodio i criminali hanno agito indisturbati nell’assenza dei padroni di casa, la notte seguente – quella tra sabato e domenica – ha registrato un’escalation nella tensione, trasformando un furto in una vera e propria rapina a mano armata. In via Piave, sempre a Forte dei Marmi, due malviventi sono entrati in un’altra villa apparentemente convinti che fosse deserta; ma non era così. All’interno, i proprietari stavano dormendo, ignari dell’intrusione, e si sono ritrovati faccia a faccia con i banditi. Uno di questi, impugnando una pistola – al momento non è chiaro se si tratti di un’arma giocattolo o di un’arma vera, come specificato in alcuni rapporti – ha minacciato i residenti, costringendoli a consegnare gioielli e oggetti di valore che avevano addosso o nelle immediate vicinanze. Sotto choc ma incolumi, le vittime hanno poi allertato i carabinieri, ma per i rapinatori non c’era già più traccia.

Indagini serrate e caccia ai fantasmi della Versilia

I carabinieri della compagnia di Viareggio stanno ora gestendo due binari investigativi paralleli, sebbene le due piste al momento non risultano collegate. Da un lato, si cerca di risalire agli autori del furto "pulito" di Roma Imperiale, concentrandosi sui canali di ricettazione per l’oro e i contanti rubati, nonché sulla verifica di eventuali analogie con altri colpi messi a segno nell’alta Versilia. Dall’altro lato, gli investigatori stanno acquisendo e visionando i frame delle telecamere di sorveglianza pubbliche e private per identificare i due rapinatori armati di via Piave; si cerca di capire se fossero a piedi o utilizzassero un’auto per la fuga. I colpi – e in particolare la notevole facilità con cui è stata aperta una cassaforte in pieno centro di una delle località più esclusive d'Italia – hanno riacceso l’attenzione sulla vulnerabilità delle grandi proprietà, spesso lasciate incustodite o affidate saltuariamente a collaboratori domestici, un tallone d’Achille che i ladri esperti conoscono fin troppo bene.

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