Don Vito Martinelli, chi è il sacerdote di Corato arrestato per violenza sessuale
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Redazione Interno
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Don Vito Martinelli, 56 anni, è il sacerdote di Corato finito agli arresti domiciliari con l'accusa di violenza sessuale aggravata dall'abuso di autorità e atti di violenza nei confronti di un giovane che frequentava la parrocchia che ha guidato fino all'anno scorso. Il provvedimento cautelare è stato emesso dal gip del Tribunale di Trani su richiesta della Procura, al termine di un'indagine della Squadra Mobile di Bari partita dalla denuncia della stessa vittima, che all'epoca dei fatti, tra la fine del 2024 e l'inizio del 2025, era già maggiorenne.
Il profilo di un sacerdote eclettico
Classe 1970, ordinato sacerdote il 3 febbraio 2007, Martinelli è giornalista professionista dal 1997 e ha conseguito un dottorato in Sacra Teologia a Napoli nel 2017, dopo la laurea in Filosofia a Bari. Nel 2015 era stato nominato parroco del Sacro Cuore di Gesù, incarico che ha ricoperto per circa dieci anni, fino alla ricollocazione decisa dalla diocesi a decorrere dal 1° settembre 2025, quando è diventato collaboratore della Chiesa Matrice.
La sua figura era nota ben oltre i confini della parrocchia. Sulle emittenti locali conduceva programmi come "Gloria in rete" e "Due minuti per Dio", mentre su Rai3 era stato opinionista fisso della trasmissione "Agorà" nei primi anni Duemiladieci. Sui social alternava riflessioni religiose, musica e incontri, come quello raccontato su Facebook con Ermal Meta al bar, descritto come un momento in cui «la musica sa sedersi accanto a te, senza far rumore».
L'insegnamento e la scuola come campo di apostolato
Docente di ruolo da trentadue anni, Martinelli insegnava Storia della Filosofia moderna e contemporanea e Filosofia teoretica. È stato arrestato durante le sue ore di lezione all'interno dell'istituto professionale di Corato dove lavorava. In una intervista rilasciata prima della conclusione del suo mandato parrocchiale, aveva spiegato la scelta di privilegiare l'insegnamento: «La scuola, per me, è un campo vastissimo di apostolato: lì, incontro tanti giovani che non mettono piede in parrocchia e, insieme a loro, incontro le loro famiglie».
Le indagini e gli sviluppi giudiziari
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il sacerdote avrebbe costretto il giovane a subire episodi di natura sessuale approfittando della propria posizione di autorità. Il racconto del denunciante avrebbe trovato riscontri nelle testimonianze di persone con cui il ragazzo si era confidato nel corso del tempo e nelle intercettazioni, che avrebbero confermato «la posizione e l'autorità esercitata dal parroco sulle persone che a lui si affidavano», come spiegato in una nota della polizia.
Il provvedimento restrittivo risponde anche all'esigenza di prevenire il rischio di reiterazione del reato, considerando l'attività di insegnamento che il religioso svolgeva a contatto con i giovani.
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