Inter-Milan, l’errore di Doveri e la bufera su Inzaghi: cosa dicono i vertici arbitrali
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Redazione Sport
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La gestione del derby di ritorno delle semifinali di Coppa Italia tra Inter e Milan da parte dell’arbitro Daniele Doveri, seppur nel complesso promossa dai vertici dell’Associazione Italiana Arbitri, nasconde un errore ritenuto grave: il mancato recupero alla fine del secondo tempo. Simone Inzaghi, che in quel momento aveva già esaurito i cambi a disposizione, aveva protestato vivacemente chiedendo la fine immediata della partita, rivolgendosi al quarto uomo Gianluca Aureliano con un’espressione che, secondo l’AIA, avrebbe meritato l’espulsione. «Non mi prendere per il c…o, non voglio recupero», le parole del tecnico nerazzurro, che ora rischiano di tradursi in una nuova squalifica.
L’AIA, pur riconoscendo la complessità della partita, ha sottolineato come il recupero debba essere concesso in ogni caso, indipendentemente dalle richieste delle panchine. Doveri, benché abbia mantenuto il controllo della gara in un contesto teso, ha commesso un’omissione significativa, alimentando le polemiche postume. La posizione ufficiale dell’associazione, riportata dal Corriere della Sera, non lascia spazio a interpretazioni: il tempo aggiuntivo non è negoziabile, e Inzaghi, con quel tono, avrebbe dovuto vedere il rosso.
Intanto, Fabio Capello, intervenuto sulle colonne della Gazzetta dello Sport, ha parlato del futuro del Milan senza cedere a facili catastrofismi. «Non serve una rivoluzione con otto o dieci nuovi acquisti», ha spiegato l’ex allenatore rossonero. «La base è buona, ma servono due o tre giocatori di livello superiore, in grado di fare la differenza». Un’analisi che sembra suggerire una strada precisa per il club, lontana dagli strappi radicali ma orientata verso un potenziamento mirato




