Sinner, il lungo incubo, la sentenza ad aprile per il caso Clostebol

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Jannik Sinner, il numero uno del tennis mondiale, si trova ad affrontare un periodo di grande incertezza. Il 16 e 17 aprile, a Losanna, il Tribunale Arbitrale dello Sport (Tas) discuterà l'appello della Wada (Agenzia Mondiale Antidoping) contro l'assoluzione dell'Itia (International Tennis Integrity Agency) riguardante la doppia positività al Clostebol riscontrata a marzo dello scorso anno durante il torneo di Indian Wells. Sinner, trovato positivo a una quantità infinitesimale di Clostebol, sostanza vietata dal Codice mondiale antidoping, è stato assolto dall'Itia, ma la Wada ha deciso di appellarsi al Tas.

Il caso ha suscitato grande attenzione mediatica, soprattutto perché Sinner, invece di prepararsi per il primo Slam della stagione, si trova a dover affrontare un processo che potrebbe avere conseguenze devastanti per la sua carriera. Jacques Radoux, ex giocatore di tennis lussemburghese e presidente del collegio arbitrale del Tas, sarà colui che giudicherà il caso. La presenza di Radoux, con la sua esperienza e competenza, aggiunge un ulteriore elemento di interesse a questa vicenda.

Durante il controllo antidoping effettuato il 10 marzo 2024, il metabolita del Clostebol era presente in una concentrazione di 121 miliardesimi di grammo per millilitro (86 una volta applicata la gravità specifica dell'urina). Nonostante l'assoluzione iniziale, la Wada contesta l'assenza di colpa o negligenza da parte di Sinner, sostenendo che la presenza della sostanza vietata, seppur in quantità infinitesimali, non possa essere giustificata.

Il tennista azzurro, che ha sempre mantenuto la sua innocenza, ha dichiarato di non sapere più di quanto già noto al pubblico riguardo al caso. La sua partecipazione agli Australian Open, che iniziano proprio in questi giorni, è offuscata da questa vicenda giudiziaria che tiene tutti con il fiato sospeso.

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