Il Tottenham di Tudor affonda con il Palace, rischio retrocessione sempre più concreto
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Redazione Sport
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Il Tottenham Hotspur Stadium, gremito da oltre sessantamila spettatori, ha assistito all'ennesimo, tragico capitolo di una stagione che si sta trasformando in un incubo. La squadra di Igor Tudor, già reduce da due sconfitte nelle prime due uscite del tecnico croato, è stata travolta per 3-1 dal Crystal Palace, sprofondando sempre più in classifica e vedendo la zona retrocessione pericolosamente vicina. Buona parte dei tifosi, quelli che avevano riempito gli spalti sperando in una svolta, ha abbandonato lo stadio già al termine di un primo tempo disastroso, chiuso con tre reti subite e l'espulsione del capitano Micky Van de Ven, reo di un fallo da ultimo uomo che ha di fatto condannato la squadra. I pochi rimasti, al triplice fischio, hanno accompagnato i giocatori negli spogliatoi con una sonora bordata di fischi, l'unica possibile risposta a una prestazione a dir poco imbarazzante.
Un film già visto: partenza sprint, poi il crollo verticale
L'illusione, per i pochissimi minuti in cui è durata, era stata addirittura piacevole. Al trentaquattresimo, Dominic Solanke aveva raccolto un cross di Archie Gray per insaccare il vantaggio, facendo esplodere la gioia sugli spalti e facendo sperare in una reazione d'orgoglio. La speranza, si sa, è l'ultima a morire, ma in questo Tottenham sembra essere anche la più effimera. Quattro minuti più tardi, l'incoscienza di Van de Ven, che ha trattenuto Ismaila Sarr lanciato a rete, ha costretto l'arbitro all'espulsione diretta e al conseguente calcio di rigore. Dal dischetto, lo stesso Sarr non ha sbagliato, riportando il Crystal Palace in paritá e gelando l'entusiasmo appena nato. Con l'uomo in più, la manovra degli ospiti ha sfondato con facilità una difesa degli Spurs nel caos più totale, e in rapida successione sono arrivate le reti di Jørgen Strand Larsen e del solito Sarr, che hanno chiuso i giochi e mandato in tilt la testa dei giocatori di casa. Una reazione di nervi, quella di Pedro Porro che, sostituito nella ripresa, ha inveito contro Tudor scagliando una bottiglietta a terra, la fotografia perfetta di uno spogliatoio allo sbando e sull'orlo di una crisi di nervi.
La classifica non mente: sedicesimi e a un passo dall'inferno
La sconfitta contro il Palace, la quinta consecutiva in campionato e la terza in tre panchine per Tudor, ha fatto sprofondare il Tottenham al sedicesimo posto in classifica. Il dato, già di per sé drammatico, lo è ancor di più se si guarda alla distanza dalla zona calda: gli Spurs sono ora a un solo punto dal West Ham, terzultimo e attualmente in piena zona retrocessione. Una situazione di classifica che non si verificava da decenni e che, con nove partite ancora da disputare, getta ombre cupissime sul futuro del club londinese. La squadra, che nell'arco di pochi mesi è passata dalla vittoria dell'Europa League al baratro, sembra non avere più né un gioco né una anima, e l'arrivo di Tudor, chiamato a sostituire l'esonerato Thomas Frank, non ha sortito alcun effetto positivo.
Un incastro perfetto per la catastrofe: il fattore economico
Oltre all'aspetto sportivo, e le due facce della medaglia sono inevitabilmente collegate, aleggia sul club lo spettro di un dissesto finanziario. Secondo stime recenti, una retrocessione in Championship costerebbe alle casse del Tottenham oltre 250 milioni di sterline, una voragine che deriverebbe dalla perdita dei diritti televisivi, degli introiti da competizioni europee, da cui sono già fuori, e da una riduzione drastica dei ricavi commerciali e da match day. Un'eventualità, quella della discesa in seconda serie, che il club non vive dalla stagione 1977-78 e che rappresenterebbe un azzeramento totale del percorso di crescita intrapreso negli ultimi vent'anni. La società si trova così a dover fare i conti con una crisi che non è solo di risultati, ma sistemica, e che richiederebbe interventi profondi in ogni settore, dalla rosa alla gestione tecnica.
Sabato lo scontro diretto, poi la Champions come un peso
Il prossimo turno di campionato, in programma tra pochi giorni, avrà già il sapore di un dentro o fuori. Il Tottenham ospiterà il Nottingham Forest, diciassettesimo in classifica e distante un solo punto proprio dagli Spurs. Una partita da vincere a tutti i costi, uno scontro diretto per la salvezza che dirà molto sulle reali possibilità della squadra di Tudor di evitare il baratro. Nel mezzo, però, ci sarà anche l'impegno di Champions League contro l'Atletico Madrid, un appuntamento che da sogno si è trasformato in un incubo nell'incubo, una distrazione pericolosissima in una lotta per non affondare che richiederebbe invece la massima concentrazione. L'ultima vittoria in Premier League, unico dato positivo in questo mare di negatività, risale ormai allo scorso 28 dicembre, e guarda caso il successo era arrivato proprio contro il Crystal Palace. Da allora, solo un deserto di punti e di gioco, che ha portato il Tottenham a vivere la sua crisi più nera.




