Lite fra "maranza" a Roma, un uomo ucciso a coltellate nel parcheggio di Cornelia: due fermati dai carabinieri

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Redazione Interno Redazione Interno   -   È bastato un pomeriggio qualunque, di quelli in cui le famiglie si affollano nei centri commerciali per le compere domenicali, perché la violenza di strada tornasse a insanguinare la periferia romana. Un uomo, sulla trentina e di origine egiziana, è stato ucciso intorno alle 13.45 di ieri in piazza San Giovanni Battista de la Salle, all'altezza della circonvallazione Cornelia, una zona che da tempo convive con la tensione e il degrado. Secondo una prima ricostruzione, la vittima sarebbe stata raggiunta da una o più coltellate al torace mentre si trovava nel parcheggio del supermercato Oviesse, un'area che fino a quel momento ospitava il tran tran domenicale di residenti e avventori. L'ombra di una lite tra più persone, forse una rissa degenerata in pochi secondi, si materializza dalle testimonianze raccolte dai militari dell'Arma, intervenuti dopo alcune segnalazioni che parlavano di un parapiglia e di un uomo accasciato al suolo, tra le colonne di cemento del parcheggio.

La dinamica e l'arrivo dei soccorsi

Quando i carabinieri del Nucleo Radiomobile e della Compagnia di Roma San Pietro sono giunti sul posto, per il giovane non c'era ormai più nulla da fare. I primi soccorritori, probabilmente alcuni passanti, si erano resi conto della gravità della situazione, ma la ferita riportata dalla vittima si è rivelata fatale: un colpo d'arma da taglio al costato, o forse più di uno stando alle prime informazioni, ne ha causato il decesso in pochi istanti. Il personale del 118, giunto in seguito, non ha potuto far altro che constatare il decesso. L'area del parcheggio, solitamente brulicante di vita, è stata immediatamente isolata per consentire i rilievi del caso, mentre gli investigatori si mettevano sulle tracce degli aggressori. La vittima e i suoi assassini, secondo le cronache, sarebbero tutti stranieri, un dettaglio che ha indirizzato le prime battute dell'indagine.

La caccia agli aggressori e i fermati

La macchina investigativa si è mossa rapidamente, complice la presenza di numerosi testimoni e, verosimilmente, di telecamere di sorveglianza nella zona. Nel giro di poche ore, i carabinieri hanno rintracciato e fermato due uomini, anch'essi extracomunitari, la cui posizione è ora al vaglio degli inquirenti. Non è chiaro al momento se si tratti degli esecutori materiali del delitto o se le loro responsabilità siano di diversa natura, magari legate alla rissa che ha preceduto l'accoltellamento. L'ipotesi prevalente, al momento, è che si sia trattato di uno scontro tra bande, forse riconducibile a quei gruppi di giovani nordafricani, noti nel quartiere con l'appellativo di "maranza", che da mesi rendono difficile la vita ai residenti. Il fermo, in ogni caso, rappresenta solo il primo tassello di un'indagine che dovrà chiarire l'esatta dinamica e il ruolo di ciascuno, anche in relazione ad altre persone che potrebbero essere state coinvolte nella lite e poi allontanatesi prima dell'arrivo delle forze dell'ordine.

Un quartiere sotto pressione

L'omicidio è avvenuto in un quadrante della città, quello dell'Aurelio e di Cornelia, che negli ultimi tempi è finito più volte sotto i riflettori della cronaca per episodi di microcriminalità e risse. La presenza di gruppi di giovani che stazionano nei pressi di alcuni esercizi commerciali, in particolare intorno al supermercato Pewex e all'hotel Gelsomino, era stata più volte segnalata da chi abita la zona, lamentando un clima di insicurezza e di degrado. I controlli delle forze dell'ordine, seppur intensificati con blitz e operazioni straordinarie che avevano portato a identificazioni e arresti già nelle settimane precedenti, non erano riusciti a scongiurare l'epilogo più tragico. Il parcheggio del centro commerciale, luogo di passaggio e di incontro, si è così trasformato nello scenario di un omicidio in pieno giorno, restituendo l'immagine di una violenza che non conosce più orari né limiti. Le indagini dei carabinieri, coordinate dalla procura, si concentrano ora sull'acquisizione delle immagini e sull'ascolto dei testimoni, per ricostruire con precisione i minuti che hanno preceduto l'aggressione e dare un nome e un volto ai responsabili.

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