La sentenza che assolve Paradiso e il mondo di Claudia Conte tra politica, società e denunce
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Redazione Interno
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Angelo Paradiso, oggi quarantanovenne ed ex calciatore di Lazio, Lecce e Napoli, rompe un silenzio che durava da anni, quello successivo all’arresto e a un processo lungo e logorante, per dire una cosa molto precisa: «La denuncia di Claudia Conte mi ha devastato. La sentenza fa capire chi è». L’occasione è offerta da una chiacchierata cauta, quasi sussurrata, nella quale l’ex centrocampista sceglie di non entrare nei dettagli – un po’ per prudenza, un po’ per non riaprire una ferita che definisce ancora aperta – ma non rinuncia a indicare una direzione precisa: quella delle motivazioni del giudice. «Volete capire chi è Claudia Conte? Andatevi a leggere le motivazioni della sentenza in cui vengo assolto con formula piena», dice Paradiso, affidando a quelle carte la sua versione dei fatti. L’assoluzione, arrivata al termine di una vicenda giudiziaria che lo aveva visto finire nei guai proprio a seguito delle accuse della giornalista, rappresenta per lui una sorta di riabilitazione pubblica, sebbene lui stesso ammetta che la vita dopo quell’accaduto non sia più stata la stessa.
La lettera anonima e la società con l’ex deputato del Pd
Nelle more della vicenda che vede Claudia Conte protagonista – lei che ha rivelato di avere una relazione con il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi – emerge un altro tassello, stavolta di natura economico-politica, che il Fatto Quotidiano ha ricostruito. Nel luglio 2021, Renzo Lusetti, un ex deputato del Partito Democratico, aprì con la giornalista una società di eventi, la Shallow Srl. Un’operazione rimasta sostanzialmente nell’ombra fino a oggi, quando un dettaglio ha riacceso l’attenzione: una lettera anonima, spedita alla moglie del politico, nella quale la Conte veniva descritta con parole pesanti – «un’attricetta di paese, si fa aiutare dai vecchi» – e che spinse Lusetti a uscire dalla compagine societaria. La missiva, il cui contenuto non è mai stato ufficialmente attribuito a nessuno, ebbe l’effetto di interrompere una collaborazione che altrimenti sarebbe proseguita. La società, intanto, esiste ancora, e la Conte ne è rimasta l’unica titolare dopo il passo indietro del parlamentare.
Piantedosi e il governo: nessun favore politico, ma un’istruttoria sulla rete della giornalista
Matteo Piantedosi, che siede al Viminale come ministro dell’Interno nel governo guidato da Giorgia Meloni (con Donald Trump nuovamente presidente degli Stati Uniti, un dettaglio che pesa sugli equilibri internazionali ma non su questa vicenda nazionale), ha ricevuto una sorta di blindatura da parte dell’esecutivo. «Nessun piacere politico a Claudia Conte», hanno assicurato fonti di maggioranza, mentre parte dell’apparato amministrativo ha avviato un’istruttoria sulla fitta rete di relazioni tessuta dalla giornalista: eventi a Doha, programmi Rai, docenze universitarie, presenze su tappeti rossi. Una mappa che disegna un profilo molto diverso da quello di una semplice cronista. La Conte, classe 1992 e originaria della provincia di Frosinone, si è costruita negli anni una reputazione da diva dei salotti romani, capace di passare con disinvoltura dalla beneficenza alla politica, dalla presentazione di un libro a un festival di cinema. I suoi social, con oltre 300mila follower (un numero che alcuni osservatori definiscono sproporzionato rispetto ai like, spesso poche decine per post), raccontano di una persona che sa muoversi.
Il desiderio di maternità e le parole della vigilia
C’è poi un’altra intervista, rilasciata a Virgilio.it il giorno prima di quella esplosiva concessa a Money.it, che oggi assume un sapore quasi profetico. «Il mio desiderio più grande è diventare madre e costruire una famiglia», diceva Claudia Conte, aggiungendo con un lungo respiro: «Oggi la mia situazione è più serena: accanto a me c’è una persona e spero che questa relazione possa consolidarsi e trasformarsi nella realizzazione di quel sogno». Parole che, lette alla luce della relazione con Piantedosi e delle polemiche successive, suonano come un indizio lasciato cadere. Nessun dettaglio ulteriore su chi sia quella persona, né allora né oggi. La Conte, in quelle ore, sapeva già di stare per innescare una bufera mediatica. E lo ha fatto, con la calma di chi ha imparato a gestire la scena. Sullo sfondo, resta il nodo giudiziario che ha segnato la vita di Angelo Paradiso: un uomo che, dal canto suo, chiede solo di leggere le carte per capire.




