Stefano Accorsi si trasforma per Muccino e Miriam Leone racconta i retroscena delle scene di sesso
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Stefano Accorsi, come rivela in un'intervista, ha intrapreso una marcata trasformazione fisica per incarnare al meglio il personaggio nel nuovo film di Gabriele Muccino, "Le cose non dette", nelle sale dal 29 gennaio. La remise en forme dell'attore, la quale ha attirato l'attenzione durante le riprese, non è dettata da ragioni estetiche personali né dalla volontà di aderire a un ideale di "perennial", bensì da una precisa e funzionale richiesta narrativa. Muccino, infatti, gli aveva chiesto di interpretare un uomo caratterizzato da un rapporto quasi ossessivo con la cura del Corpo e l'allenamento in palestra, un tratto che Accorsi ha ritenuto necessario rendere credibile attraverso un cambiamento reale e visibile. Per raggiungere l'obiettivo, ha seguito un percorso strutturato, partendo da una revisione dell'alimentazione per poi dedicarsi a un intenso regime di allenamento, sempre con l'intenzione, come ha precisato lui stesso, di gestire la trasformazione in modo intelligente e salutare.
Il metodo dietro la metamorfosi
Quella che sul grande schermo appare come una metamorfosi puntuale e circoscritta per un ruolo è, in realtà, il risultato tangibile di una disciplina consolidata nel tempo. La preparazione per il film di Muccino, della quale hanno parlato anche il suo personal trainer, si è innestata su una base di metodo e continuità che Accorsi ha sviluppato negli anni. L'attore ha affrontato il lavoro fisico con un approccio professionale, quasi artigianale, considerandolo una parte integrante della costruzione del personaggio, al pari dello studio del copione o della caratterizzazione psicologica. Questa dedizione ha permesso di scolpire un fisico che rispecchiasse l'ossessione richiesta dalla sceneggiatura, senza che il processo diventasse fine a se stesso.
Le difficoltà sul set secondo Miriam Leone
Parallelamente alla storia della trasformazione fisica, emergono altri retroscena legati alle dinamiche di set, raccontati dalla co-protagonista del film, Miriam Leone. L'attrice, ospite di un podcast, ha infatti offerto uno spaccato sincero e diretto sulle complessità che gli interpreti affrontano durante le riprese di scene d'intimità. Leone ha ricordato, senza entrare in dettagli espliciti, una discussione avvenuta con lo stesso Accorsi anni prima, sul set della serie "1992", proprio in merito a una sequenza di sesso. Ha descritto tali momenti come "delicati" ma, al contempo, "cretinissimi", sottolineando l'atmosfera innaturale che si crea quando due attori devono simulare un atto privato circondati da una squadra tecnica che fornisce indicazioni.
La percezione degli attori nelle scene intimate
"A vivere peggio le scene di sesso nei film sono gli attori", ha affermato Miriam Leone, spiegando come la paura che "possa avvenire qualcosa" generi un comprensibile stato di tensione. Questa ansia, ha osservato, è chiaramente percepibile, tanto che "li vedi che sono in sbattimento". Il suo racconto, che tocca anche aspetti della sua vita privata come l'amore per il marito, illumina il paradosso di una finzione che richiede un'estrema vulnerabilità mentre si è oggetto degli sguardi e delle direttive di decine di persone. Queste considerazioni gettano una luce diversa sul lavoro degli interpreti, mostrandone il lato più tecnico e imbarazzante, lontano dall'eros libero che lo spettatore finale è portato a immaginare.




