Napoli e Milan bloccati sullo 0-0 a Riad, Zufferli dirige la semifinale di Supercoppa

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La prima semifinale della Final Four di Supercoppa Italiana, disputata al King Saud University Stadium di Riad, si è conclusa senza reti, lasciando Napoli e Milan in attesa dei calci di rigore per decretare il finalista. La partita, che ha visto contrapposte le formazioni guidate da Antonio Conte e Massimiliano Allegri, è stata un affare principalmente tattico, con poche emozioni vere davanti alla porta e qualche momento di tensione arbitrale, gestito dal designato Luca Zufferli della sezione di Udine. Gli azzurri, reduci da una sconfitta in campionato, e i rossoneri, arrivati da un pareggio, hanno mostrato rispetto reciproco, preferendo spesso la copertura agli slanci offensivi, in una serata dove le scelte tecnico-tattiche hanno finito per pesare più dell’estro dei singoli.

Le formazioni e gli schemi in campo

Conte ha schierato il suo Napoli con il 3-4-2-1, affidando il ruolo di punta centrale a Hojlund e supportandolo con Neres ed Elmas, mentre in mediana ha confermato il tandem Lobotka-McTominay. Allegri, dal canto suo, ha optato per un 3-5-2 con Pulisic e Nkunku a fare da attaccanti e una sorpresa in mezzo al campo, dove ha preferito Jashari a un Modric lasciato inizialmente in panchina. Le due compagini, che si erano già incontrate a San Siro a settembre con un successo rossonero, hanno impiegato tempo a studiarsi, producendo un primo tempo di bassa intensità e scarse occasioni da rete, con le difese, organizzate attorno a Di Lorenzo e Tomori, quasi sempre impeccabili nel neutralizzare le manovre avversarie.

Gli episodi discussi e il lavoro dell'arbitro

Il momento più discusso della contesa, che ha attirato l’attenzione degli osservatori e acceso i commenti nelle fasi successive, è stato un contatto in area di rigore tra Hojlund e Saelemaekers. L’episodio, esaminato con la massima attenzione dalla moviola, è stato giudicato dall’arbitro Zufferli, il quale – non avvalendosi della revisione al monitor – ha deciso per la simulazione da parte dell’attaccante azzurro, negando così la concessione del penalty. Decisione che, come spesso accade in simili frangenti, ha polarizzato i pareri, sebbene il direttore di gara abbia condotto la partita senza particolari intoppi, gestendo con autorevolezza i contrasti, alcuni dei quali piuttosto vivaci, e distribuendo cartellini quando ritenuto necessario per mantenere il controllo della gara.

Lo svolgimento e la lotta a centrocampo

Il match è trascorso senza vere e proprie dominazioni, in un equilibrio che né Conte né Allegri sono sembrati intenzionati a rompere con cambi radicali di impostazione. Il centrocampo è stato il terreno di una lotta serrata, dove la fisicità di giocatori come Loftus-Cheek e McTominay ha spesso avuto la meglio sulla ricerca del passaggio filtrante, limitando di molto la creatività. Le sostituzioni, effettuate nella seconda parte, non hanno alterato significativamente gli schemi di gioco, con le due squadre che hanno gradualmente accettato l’idea di dover risolvere la qualificazione dai dodici metri, concentrandosi maggiormente sulla solidità difensiva per non incassare il gol della possibile eliminazione.

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