Ferrari Hypersail prende forma a Pisa: la barca che volerà sul mare

Ferrari Hypersail prende forma a Pisa: la barca che volerà sul mare
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Redazione Economia Redazione Economia   -   Ferrari Hypersail entra nella fase finale della costruzione nel cantiere di Pisa, dove il nuovo monoscafo oceanico ha mostrato per la prima volta lo scafo completamente verniciato e la livrea definitiva. L'imbarcazione, lunga circa 30 metri, è progettata per sollevarsi dalla superficie dell'acqua durante la navigazione, sfruttando tecnologie sviluppate per raggiungere velocità elevate. Il progetto porta l'esperienza ingegneristica della casa di Maranello nel mondo della vela d'altura, con l'obiettivo di affrontare le grandi rotte oceaniche e puntare ai record di percorrenza.

Uno scafo in carbonio e una tecnologia capace di sollevarlo dalle onde

Le immagini diffuse dal cantiere mostrano una struttura dalle linee affusolate, caratterizzata da superfici scure e dettagli gialli che richiamano l'identità del Cavallino Rampante. Scafo e coperta sono ormai completati, mentre le appendici idrodinamiche sono già presenti negli stabilimenti per le successive lavorazioni. L'imbarcazione presenta dimensioni eccezionali anche per la vela da competizione: l'albero misura 35,5 metri, l'altezza complessiva raggiunge i 44 metri e la superficie velica è di 462 metri quadrati. Il disegno delle forme esterne è stato studiato per ridurre la resistenza all'avanzamento, con particolare attenzione al passaggio dalla navigazione tradizionale alla fase in cui lo scafo comincia a staccarsi progressivamente dall'acqua.

Il principio di funzionamento si basa sui foil, ali sommerse che generano una spinta verticale quando la barca acquista velocità. La particolare configurazione prevede due appendici laterali, una chiglia basculante dotata di un profilo portante e un timone equipaggiato con una superficie mobile. Questi elementi agiscono sull'equilibrio dell'imbarcazione, permettendo di ridurre la parte immersa dello scafo e quindi l'attrito. La progettazione dell'architettura navale è affidata a Guillaume Verdier, mentre l'integrazione dei sistemi elettronici deriva dalle competenze maturate da Ferrari nel controllo dinamico delle vetture sportive. L'obiettivo prestazionale dichiarato è avvicinarsi a velocità dell'ordine dei 100 chilometri orari.

Il controllo elettronico del volo e i materiali sviluppati per l'oceano

Uno degli elementi centrali del progetto è il Flight Control, un sistema automatizzato che elabora i dati raccolti dai sensori distribuiti sull'imbarcazione. Le misurazioni riguardano il vento, il movimento delle onde, la velocità e l'inclinazione dello scafo. Un computer interpreta continuamente queste informazioni e impartisce comandi agli attuatori incaricati di modificare la posizione delle appendici. L'elettronica interviene quindi con correzioni costanti per mantenere l'assetto desiderato, mentre l'equipaggio si occupa della conduzione, delle decisioni tattiche e delle manovre. Il trasferimento tecnologico riguarda anche le simulazioni aerodinamiche e fluidodinamiche impiegate durante lo sviluppo.

La costruzione utilizza diversi strati di fibra di carbonio per ottenere una struttura resistente e leggera. Nei punti sottoposti alle sollecitazioni maggiori sono stati introdotti rinforzi che combinano carbonio e titanio, mentre alcune componenti delle appendici impiegano acciaio inossidabile. Anche la verniciatura è stata studiata per contenere il peso: Boero ha sviluppato le colorazioni Grigio Hypersail e Giallo Fly, con un'applicazione inferiore a 200 grammi per metro quadrato. La chiglia viene movimentata da cilindri idraulici che lavorano a 350 bar e consentono un'oscillazione di 35 gradi per lato. Il progetto comprende inoltre un sistema di gestione elettrica dei verricelli, denominato Winch by-Wire, che distribuisce la potenza alle attrezzature di coperta senza ricorrere ai tradizionali collegamenti meccanici.

Dal cantiere di Pisa alla base di Livorno: il programma del varo

La prossima fase operativa si svolgerà a Livorno, dove Ferrari ha avviato una collaborazione con Azimut per realizzare la base destinata alla preparazione dell'imbarcazione e alle attività in mare. Il trasferimento dalla struttura pisana è programmato per gennaio, mentre il varo è previsto per la primavera del 2027, con indicazioni che collocano l'appuntamento alla fine di marzo. Prima delle prove complete a vela sono previsti test di traino per verificare il comportamento dello scafo e delle appendici senza utilizzare l'albero e la superficie velica. Per queste operazioni sarà impiegata un'imbarcazione Azimut 72 Fly appositamente modificata e dotata delle attrezzature necessarie.

Un'altra caratteristica del monoscafo riguarda l'autosufficienza energetica, sviluppata attraverso l'integrazione di fonti rinnovabili e sistemi di gestione dell'elettricità di bordo. Il programma comprende pannelli fotovoltaici, turbine eoliche e soluzioni per distribuire l'energia ai diversi apparati, senza ricorrere a un motore a combustione per la propulsione. Nel corso dello sviluppo sono stati depositati oltre 20 brevetti, che interessano anche l'albero orientabile e la configurazione delle vele. Sul piano sportivo, la sfida oceanica comprende l'obiettivo del Trofeo Jules Verne, associato al primato di velocità nella circumnavigazione del globo.

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