Final fantasy VII Rebirth, la demo gratis è già disponibile su Xbox, Nintendo Switch 2 e pc

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   Square Enix ha deciso di non rispettare più i tempi canonici dell’attesa – quelli che dividono l’annuncio, la pubblicazione e il download effettivo – e ha rilasciato senza ulteriore preavviso la demo giocabile di Final Fantasy VII Rebirth, il secondo capitolo del progetto remake del celebre JRPG del 1997. La sorpresa, per certi versi, è doppia: da un lato perché l’anteprima è stata resa accessibile prima del consueto rush promozionale delle due-tre settimane antecedenti il lancio, dall’altro perché le piattaforme coinvolte sono ora tre, e tutte prive del gioco completo. Parliamo di Nintendo Switch 2, Xbox Series X|S e PC (attraverso la versione Microsoft Store con supporto Xbox Play Anywhere), mentre chi possiede una PlayStation 5 – lo ricordiamo – poteva già giocare a Rebirth sin da febbraio 2024.

Un avvio senza filtri, niente sequenze guidate

La scelta operata da Square Enix, nella distribuzione di questa demo, appare chiara: niente spezzoni dimostrativi preconfezionati né tutorial asettici, piuttosto l’avvio autentico dell’avventura, quello che i giocatori sperimenteranno aprendo per la prima volta il titolo completo. Si comincia, insomma, dal principio, senza barriere né segmenti separati rispetto alla versione finale. E c’è un ulteriore dettaglio, non secondario, che lega la prova alla decisione d’acquisto: i salvataggi generati nella demo possono essere trasferiti direttamente nel gioco completo, la cui uscita è fissata per il 3 giugno 2026. Chi decide di scaricare e giocare l’anteprima riceverà inoltre due ricompense specifiche per la versione finale, ovvero il Portafortuna moguri (un oggetto che incrementa la probabilità di raccogliere materiali aggiuntivi) e il Set da sopravvivenza, senza che sia specificato quali altri benefici ne derivino.

I dubbi tecnici su Switch 2 e la svolta inaspettata

Proprio Nintendo Switch 2, in fase di sviluppo, aveva rappresentato l’incognita maggiore per il team guidato dal director Naoki Hamaguchi. Gli stessi sviluppatori, inizialmente, avevano mostrato più di una perplessità sulla concreta possibilità di realizzare una conversione convincente di Rebirth per la nuova ibrida Nintendo, e questo per via di una duplice natura del titolo: rispetto al primo capitolo (Remake), la struttura di Rebirth è più aperta, meno lineare e tecnicamente più esigente, con scenari estesi e una gestione degli elementi interattivi decisamente più complessa. Con il progredire dei lavori, però, gli ingegneri hanno messo a punto soluzioni tecniche e ottimizzazioni – non meglio dettagliate nella nota diffusa – capaci di ribaltare la prospettiva iniziale. Oggi Square Enix non solo si dichiara soddisfatta del risultato ottenuto su Switch 2, ma afferma di essere convinta di poter replicare lo stesso livello di qualità anche per il terzo e ultimo capitolo della trilogia remake.

Un’operazione che scalda i motori in vista del 3 giugno

La tempistica scelta – demo subito disponibile, lancio tra poco più di un mese – è quella classica delle strategie di engagement che Square Enix ha già sperimentato in passato, a partire dall’uscita multiplattaforma del primo Remake. L’obiettivo dichiarato, leggendo tra le righe del comunicato, è permettere a chi è rimasto escluso dall’esclusiva temporale PlayStation di recuperare il terreno perduto, assaggiando il prodotto senza alcun impegno economico e con la garanzia – ed è un aspetto tutt’altro che scontato – di portarsi dietro i progressi fatti. La demo è già raggiungibile dai rispettivi store digitali: Microsoft Store per Xbox e PC, eShop per Nintendo Switch 2. Nessuna menzione, in questa fase, di eventuali demo per altre piattaforme o di aggiornamenti successivi. Il conto alla rovescia per il 3 giugno 2026, per chi vuole iniziare a giocare fin da subito, può cominciare senza nemmeno spendere un euro.

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