Conte e Grillo, La Questione del Contratto e del Simbolo M5S
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Redazione Interno
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Giuseppe Conte, leader del Movimento 5 Stelle, ha recentemente dichiarato che la questione del mancato rinnovo del contratto di collaborazione con Beppe Grillo è marginale rispetto al processo costituente che il Movimento sta vivendo. Durante il collegamento con il CasaCorriere Festival 2024, Conte ha minimizzato l'importanza della vicenda, definendola una questione contrattuale piuttosto che un "parricidio", termine giornalistico che ha ritenuto enfatico e privo di senso.
Grillo, fondatore del Movimento, ha minacciato di portare Conte in tribunale per la questione del simbolo a cinque stelle, rivendicandone la proprietà. Conte, dal canto suo, è convinto di aver blindato il simbolo grazie alle regole dell'ultimo statuto del Movimento. La disputa riguarda non solo il simbolo, ma anche le associazioni legate al Movimento, almeno tre nel corso degli anni, che sono state aperte e mai chiuse.
La tensione tra Conte e Grillo sembra preludere a un ridimensionamento dei poteri del fondatore o addirittura a un suo addio. I vertici del Movimento 5 Stelle si sentono sicuri di avere dalla loro parte una larga maggioranza degli eletti in Parlamento e in Europa. La "normalizzazione" del Movimento, come definita da Conte, sembra essere in atto, con l'obiettivo di ridurre l'influenza di Grillo.
In un'intervista per un libro in uscita, Conte ha risposto a una domanda sulla stravaganza di pagare Grillo 300mila euro all'anno non come Garante, ma come grande comunicatore.




