Parma-Juventus, la moviola sotto la lente: le decisioni di Fourneau e il controllo a distanza di Maresca
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Redazione Sport
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La domenica di Serie A si è chiusa, come spesso accade, con il posticipo serale al Tardini, un match che ha visto la Juventus di Luciano Spalletti prevalere di misura su un Parma combattivo ma sfortunato. L’incontro, arbitrato da Francesco Fourneau con l’assistenza in campo di Rossi e Yoshikawa e la direzione di gara di Collu in qualità di quarto ufficiale, è stato deciso da un’autorete di Gianluca Delprato su un cross di Andrea Cambiaso, azione nata a sua volta da un’intuizione di Kenan Yildiz. Una rete che ha regalato i tre punti ai bianconeri, i quali, pur senza brillare, hanno saputo gestire il vantaggio fino al triplice fischio. La regia a distanza è stata affidata a Fabio Maresca, coadiuvato dall’assistente al Var Luigi Gariglio, chiamati a valutare alcuni episodi delicati nel corso dei novanta minuti.
Le scelte tecniche e l’episodio chiave del primo tempo
Spalletti, confermando la ricerca di una stabilità di rendimento spesso evasiva in questa stagione, ha optato per alcune soluzioni significative in formazione, schierando dall’inizio Tiago Djaló al posto di Federico Gatti nel trio difensivo e preferendo João Conceição a Fabio Miretti sulla fascia destra. Il tecnico emiliano, dal canto suo, ha puntato sulla fantasia di Antonio Oristanio e del croato Mihael Oređka a supporto dell’unica punta, Ange-Yoan Bonny, con l’ex bianconero Hans Nicolussi Caviglia titolare a centrocampo. La partita, equilibrata e tattica, ha avuto il suo spartiacque poco prima della mezz’ora, quando Weston McKennie, già ammonito per un fallo tattico su Valentin Mihăilă, è intervenuto in ritardo e in modo alquanto rude su Soualiho Meïté. L’azione, analizzata con attenzione dalla sala Var, ha portato Fourneau a estrarre solo il giallo per l’americano, una decisione che ha sollevato non poche perplessità tra i giocatori e lo staff del Parma, i quali ritenevano meritasse l’espulsione diretta.
Il controllo Var e le reazioni in campo
La moviola elettronica, strumento ormai indispensabile, è stata impegnata anche in un altro frangente della prima frazione, quando una respinta di Corvi su un tiro di Yildiz è finita tra i piedi di Bremer, il cui preciso rilievo di testa è stato però annullato per un fuorigioco di millimetri del brasiliano, posizione rilevata dopo un meticoloso esame da parte di Maresca e del suo team. La decisione, comunicata con chiarezza a Fourneau, ha evitato il raddoppio juventino, mantenendo viva la partita. Nel secondo tempo, oltre all’episodio del gol, l’attenzione si è spostata su alcuni contrasti in area di rigore, sia in una zona dove un cross ha colpito il braccio di un difensore gialloblù, sia in un’altra occasione in cui un attaccante del Parma è andato a terra dopo un contatto: in entrambi i casi, dopo una rapida consultazione, il responso dalla stanza video è stato di non procedere con l’assegnazione del calcio di rigore, indicando la non rilevanza degli episodi o la loro natura accidentale.
La gestione complessiva e il contesto del campionato
L’operato dell’équipe arbitrale, nel suo complesso, ha quindi gestito una partita dalla tensione contenuta ma con momenti di potenziale combustibilità, come quello legato all’ammonizione di McKennie. La vittoria permette alla Juventus di Spalletti di agganciare saldamente il terzo posto in classifica, riducendo il distacco dalla seconda, mentre il Parma, sconfitto in casa nonostante una prestazione dignitosa, deve guardarsi alle spalle dalla zona calda della graduatoria. Il campionato, con le sue sfumature tecniche e le inevitabili discussioni postume sugli episodi decisivi, continua a offrire spunti di analisi che vanno ben oltre il semplice risultato sul campo, confermando come l’interazione tra le decisioni in campo e quelle al Var rimanga un elemento centrale nel dibattito calcistico contemporaneo.




