Nicolò Fagioli, centrocampista della Juventus, parla della sua lotta contro la ludopatia

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Nicolò Fagioli, centrocampista della Juventus, ha recentemente partecipato a un incontro pubblico per parlare della sua esperienza con la ludopatia. Questo incontro fa parte di un percorso di riabilitazione che Fagioli sta seguendo dopo essere stato squalificato per il coinvolgimento in un caso di scommesse.

Un percorso di riabilitazione

Fagioli ha descritto come ha affrontato un periodo difficile a causa della ludopatia, una dipendenza dal gioco d'azzardo che lo ha portato a giocare fino a 12 ore al giorno, trascurando i suoi familiari e la sua ragazza. Ha sottolineato l'importanza di chiedere aiuto in situazioni simili.

Lo sport non è azzardo

L'incontro, intitolato "Lo sport non è azzardo", si è svolto al cinema di Condove, un comune in provincia di Torino. Durante l'evento, Fagioli ha condiviso la sua esperienza con molti giovani atleti impegnati in calcio, basket e volley delle società sportive della zona.

La squalifica e il patteggiamento con la FIGC

A seguito del suo coinvolgimento nel caso di scommesse, Fagioli è stato squalificato. Come parte del suo patteggiamento con la Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC), è tenuto a partecipare a una serie di 10 incontri sul gioco d'azzardo come pena accessoria.

La guarigione è un processo

Fagioli ha ammesso che il percorso di guarigione dalla ludopatia non è breve. "Il percorso non dura solo cinque mesi, ma pian piano sto guarendo", ha detto. Nonostante le difficoltà, Fagioli rimane determinato a superare la sua dipendenza e a utilizzare la sua esperienza per sensibilizzare altri sulla ludopatia.

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