Va a processo il ragazzo che uccise la famiglia a Paderno Dugnano
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Redazione Interno
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Il giudice per le indagini preliminari ha accolto la richiesta della Procura: Riccardo Chiarioni, il giovane oggi diciottenne accusato di aver sterminato la sua famiglia a Paderno Dugnano, andrà a processo con rito immediato. I fatti risalgono alla notte tra il 31 agosto e il 1° settembre 2024, quando il ragazzo, all’epoca minorenne, avrebbe ucciso i genitori e il fratellino inferendo loro un totale di 108 coltellate, molte delle quali dirette proprio contro il più piccolo. La prima udienza è stata fissata per il 26 giugno davanti al Tribunale di Milano.
La vicenda, che ha sconvolto la cittadina alle porte di Milano, si è consumata nella villetta di famiglia, dove poche ore prima i Chiarioni avevano festeggiato il compleanno del padre con una pizza. Un’atmosfera apparentemente serena, che nulla lasciava presagire della tragedia imminente. Secondo quanto emerso dalle indagini, Riccardo avrebbe agito in solitudine, utilizzando un coltello da cucina, e senza che vi fossero testimoni diretti. Le motivazioni che lo spinsero a compiere un gesto così efferato restano, almeno per ora, avvolte nel mistero.
Tra gli elementi che hanno attirato l’attenzione degli inquirenti, vi sono alcuni ritrovamenti nella camera del ragazzo, tra cui una copia del Mein Kampf di Adolf Hitler e appunti dedicati a Benito Mussolini. Questi dettagli, sebbene non direttamente collegati al movente, hanno alimentato ulteriori interrogativi sul profilo psicologico e ideologico dell’imputato. Tuttavia, al momento, non è stato possibile stabilire un nesso chiaro tra tali letture e l’omicidio.
La decisione del giudice Laura Margherita Pietrasanta di disporre il rito immediato è stata motivata dalla gravità dei reati contestati: Riccardo Chiarioni è accusato di triplice omicidio aggravato dalla premeditazione. Un’ipotesi, quest’ultima, che sembra trovare conferma nella modalità dell’aggressione, caratterizzata da una violenza inusitata e da un numero elevatissimo di ferite inferte alle vittime. La Procura, nel richiedere il giudizio immediato, ha sottolineato come le prove raccolte siano sufficienti per procedere senza ulteriori indagini preliminari.




